Politica | 20 aprile 2026, 10:03

"Caso" Banca di Asti: il PD biasima l'ipotesi Rasero e si smarca dal consigliere Roberto Vercelli

Con una nota ufficiale, il Partito Democratico nega ogni accordo sulle candidature e critica la gestione politica della coalizione di governo

"Caso" Banca di Asti: il PD biasima l'ipotesi Rasero e si smarca dal consigliere Roberto Vercelli

Il Partito Democratico di Asti interviene con una nota ufficiale per chiarire la propria posizione riguardo al rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Banca di Asti, sottolineando con fermezza di non aver concordato né condiviso la presenza di propri esponenti all'interno dell'organismo. Il documento, firmato dalla segretaria provinciale Elena Accossato e dal coordinatore del Circolo città di Asti Enrico Panirossi, precisa che l'eventuale ingresso del consigliere Roberto Vercelli nel prossimo CdA avverrebbe a titolo esclusivamente personale. "L'ingresso di Vercelli non rappresenta la linea politica del partito", viene ribadito con forza nella nota, prendendo le distanze da quello che viene descritto come un clima di scontro interno alla maggioranza.

Secondo gli esponenti dem, la composizione del nuovo vertice della banca si starebbe trasformando in una vera e propria resa dei conti interna al centrodestra. Il PD punta il dito contro i ritardi nella lista e le dichiarazioni di ex amministratori oggi vicini a Fratelli d'Italia, citando esplicitamente Mario Sacco, considerato tra i diretti responsabili dell'attuale situazione dell'istituto.

Un punto centrale della critica riguarda la figura di Maurizio Rasero. Il Partito Democratico evidenzia come un suo eventuale approdo alla presidenza della banca, sommato alle cariche di sindaco e presidente della Provincia, rappresenterebbe un caso unico a livello nazionale. "Si tratta di un primato di cui, come astigiani, avremmo volentieri fatto a meno", commentano Accossato e Panirossi, sottolineando il rischio di un'eccessiva concentrazione di poteri in una sola persona.

Per il Partito Democratico, il futuro dell'istituto di credito dovrebbe invece ruotare attorno a tre pilastri fondamentali: la tutela dei piccoli azionisti astigiani, che hanno subito il calo del valore dei propri investimenti, la valorizzazione dei lavoratori e la capacità di sostenere il rilancio del territorio. Un aumento della redditività della banca, secondo i dem, permetterebbe alla Fondazione di investire in progetti ambiziosi necessari per la provincia.

In conclusione, la Segreteria del PD ribadisce l'impegno nel creare un'alternativa politica alle attuali amministrazioni locale e nazionale. L'appello finale di Elena Accossato e Enrico Panirossi è rivolto a tutte le forze civiche affinché si acceleri la costruzione di un progetto che metta al centro i problemi reali dei cittadini, come la crisi occupazionale e la salute pubblica, segnando un netto cambio di passo rispetto alla gestione attuale.

Gabriele Massaro


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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