Politica | 20 aprile 2026, 12:00

Pista di prova del Palio ai Comboniani: "L'occasione c'è, ma si rispetti l'ambiente"

Si discute del futuro tracciato di allenamento per i cavalli: il consigliere di Ambiente Asti Mario Malandrone accoglie l'idea ma chiede che il progetto sia realizzato con intelligenza e rispetto del territorio

Il progetto della pista al centro delle osservazioni

Il progetto della pista al centro delle osservazioni

L'amministrazione Rasero ha ufficialmente avviato l'iter per la realizzazione di una pista di addestramento permanente per i cavalli e i fantini del Palio di Asti. Con una delibera di Giunta approvata il 17 aprile, è stata individuata come area candidata una superficie di circa 76.000 metri quadrati in località Comboniani, a pochi passi dal casello autostradale di Asti Ovest. Il progetto prevede un tracciato speculare e identico per dimensioni e geometria a quello di Piazza Alfieri, così da consentire alle commissioni veterinarie e ai fantini di testare cavalli e attitudini in condizioni del tutto simili a quelle della corsa di settembre.

Il sito risponde ai requisiti tecnici: superficie superiore ai 75.000 mq minimi richiesti, terreno al 70% pianeggiante, accesso diretto da corso Torino. I costi stimati ammontano a circa 100.000 euro per la realizzazione della pista, più 64.000 euro per l'acquisizione del terreno e ulteriori spese per accessi e allacciamenti. Prima della scelta definitiva — che spetterà al Consiglio comunale — è stata avviata una procedura pubblica di manifestazione di interesse, per garantire trasparenza e permettere ad altri privati di proporre aree alternative.

Le osservazioni di Malandrone: "70.000 mq bastano per fare le cose bene"

Il progetto non manca di suscitare attenzione tra chi quella zona la conosce da vicino. Mario Malandrone, consigliere di Ambiente Asti, accoglie l'iniziativa con spirito costruttivo ma avanza una serie di rilievi precisi, invitando l'amministrazione a non sprecare un'opportunità importante per la città.

"Può essere un'occasione, ma si faccia in modo corretto dal punto di vista ambientale e si valorizzi l'area sotto il profilo del verde -  spiega Malandrone  - se si deve fare ed è importante per la città, si preservi tutta la parte naturale. Con un po' di intelligenza, 70.000 mq sono abbastanza per fare le cose senza peggiorare ciò che c'è"

Sul fronte dei parcheggi, il consigliere solleva due questioni distinte. L'area destinata alla sosta dei van per il trasporto cavalli insiste su una zona a bosco ceduo, con una pendenza significativa e attraversata da un rio: secondo Malandrone esistono soluzioni alternative che non richiedono abbattimenti, e quella porzione di terreno "non andrebbe toccata". Diverso il caso del parcheggio per gli spettatori, dove il consigliere vede invece una vera opportunità: "Siamo in area agricola e le soluzioni per mantenere l'erba e garantire la sosta esistono. Piantando alberi si darebbe ombra a chi viene a seguire le prove, e allo stesso tempo si creerebbe un polmone verde utile all'intera città".

Malandrone ricorda poi che nell'area del tondino esistono servitù di passaggio che devono essere rispettate e che il progetto dovrà considerare fin dalle fasi iniziali. Sul tema degli scarichi e dell'impatto idrogeologico preferisce invece attendere il progetto definitivo prima di esprimersi, ma mette fin d'ora il tema sul tavolo.

La proposta più ambiziosa riguarda l'intero contesto territoriale: il consigliere chiede che si colga l'occasione per istituire una riserva naturale su tutta l'area del Borbore fino a Revignano, sottraendola ad appetiti urbanistici, fotovoltaici e variazioni di destinazione d'uso. "Potrebbe diventare un luogo naturalistico e agricolo che fa vivere quella zona bellissima anche per gli astigiani". 

Un elemento è invece accolto con favore fin da subito: la soluzione della tribuna naturale, ricavata dal terreno stesso, considerata pienamente coerente con il contesto ambientale.

Alessandro Franco


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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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