Cultura e tempo libero | 03 maggio 2026, 07:00

Dal San Carlo al Maggio Fiorentino: i grandi nomi dell'arpa si riuniscono ad Asti

Dal 14 al 17 maggio, la terza edizione del festival nazionale dell'arpa porterà in città concerti, masterclass e laboratori

Dal San Carlo al Maggio Fiorentino: i grandi nomi dell'arpa si riuniscono ad Asti

Dal 14 al 17 maggio 2026, Asti si trasformerà nella capitale internazionale dell'arpa. La terza edizione del Festival Nazionale dell'Arpa si appresta infatti a "invadere" pacificamente la suggestiva cornice della Chiesa barocca di San Martino e i locali del Civico Istituto di Musica Giuseppe Verdi, offrendo un'esperienza immersiva tra concerti, workshop e alta formazione. Sotto la direzione artistica della professoressa Fernanda Saravalli, docente presso il conservatorio di Cuneo e l'istituto astigiano, la kermesse mira a celebrare la versatilità di uno strumento millenario capace di evocare emozioni profonde.

L'evento, organizzato dal Gruppo Culturale San Martino ODV in collaborazione con prestigiose istituzioni come la Fondazione Centro di Studi Alfieriani e l'Academia Montis Regalis, vanta il patrocinio del Ministero della Cultura. "L'obiettivo è offrire al pubblico un'esperienza unica e indimenticabile", sottolineano gli organizzatori, evidenziando come l'iniziativa sia aperta non solo ai professionisti, ma a tutti gli appassionati e agli studenti.

Un'inaugurazione nel segno dell'eccellenza

Il festival prenderà il via ufficialmente giovedì 14 maggio alle 15.30 presso il Civico Istituto di Musica Giuseppe Verdi con l'apertura della MasterClass tenuta dalla professoressa Susanna Bertuccioli. Già prima arpa dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per quarant'anni e docente di fama internazionale, Susanna Bertuccioli porterà ad Asti la sua vasta competenza, che spazia dal repertorio classico alla musicoterapia.

La serata inaugurale di venerdì 15 maggio, alle 21 nella Chiesa di San Martino, sarà invece affidata al talento di Elena Vallebona. Attuale prima arpa del Teatro San Carlo di Napoli, la giovane musicista vanta una carriera folgorante con collaborazioni presso il Teatro alla Scala e numerosi premi internazionali.

Programma e attività collaterali

Il fine settimana sarà ricco di appuntamenti per scoprire ogni segreto dello strumento:

Sabato 16 maggio: La giornata si aprirà alle 9 con un'esposizione di arpe, accessori, spartiti e libri. Alle 10.30 seguirà il workshop "Soccorso dell'Arpa", curato da Marco Bertola, per poi proseguire nel pomeriggio con le esibizioni di "Arpe in Libertà". Alle 21 sarà la volta del concerto del gruppo MagichArpeEnsemble, formazione nata proprio tra i banchi dell'istituto Giuseppe Verdi.

Domenica 17 maggio: Oltre alle esposizioni e ai workshop tecnici, il pomeriggio vedrà il concerto dei partecipanti alla MasterClass alle 18. Gran finale alle 21 con l'esibizione dell'Altro Verso Ensemble, seguita dalle premiazioni e dai saluti conclusivi.

Il coinvolgimento della comunità e dei giovani

Il festival non è solo una rassegna musicale, ma un progetto che vive grazie al territorio. Un programma di scuola-lavoro, coordinato dalla professoressa Valeria Ruffa, vedrà giovani studenti astigiani degli istituti Quinto Sella, Giovanni Antonio Giobert, Francesco Vercelli e Augusto Monti impegnati come hostess e steward per l'assistenza e l'accredito dei partecipanti.

L'accesso a tutti gli eventi sarà a ingresso gratuito, ma con la possibilità di lasciare un'offerta libera. I fondi raccolti saranno interamente destinati al restauro dell'organo ottocentesco custodito all'interno della Chiesa di San Martino, unendo così la promozione della musica alla tutela del patrimonio artistico locale.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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