Il caso delle manutenzioni stradali ad Asti torna ad accendere il dibattito politico, ancora una volta focalizzandosi su via Ticino. Il consigliere comunale Mario Malandrone ha presentato un'interrogazione formale all'Amministrazione per fare luce su un intervento di asfaltatura definito frammentario e potenzialmente pericoloso per la circolazione.
Tutto ha avuto inizio lo scorso 30 aprile, quando l'Ordinanza n. 530 ha disposto la chiusura totale al traffico del tratto compreso tra via Po e via Mincio per consentire i lavori di rifacimento del manto stradale. Tuttavia, secondo quanto denunciato dal consigliere, il risultato finale apparirebbe decisamente lontano dagli standard di un'opera compiuta. Si parla infatti di un evidente "effetto patchwork", con il nuovo bitume che copre solo una porzione della carreggiata, lasciando zone usurate e creando una asimmetria visibile tra le diverse sezioni della via.
Il problema non sarebbe solo estetico, ma riguarderebbe direttamente la sicurezza stradale. Il consigliere evidenzia come il nuovo tappeto d'asfalto abbia invaso parzialmente la corsia opposta, interrompendosi in modo irregolare. Questa modalità di esecuzione ha generato un dislivello longitudinale al centro della strada, un gradino che rappresenta una vera e propria insidia, in particolare per i motociclisti e i ciclisti che potrebbero trovarsi a gestire sbalzi imprevisti durante la marcia.
Dall'altra parte, l'Amministrazione comunale, attraverso l'assessore ai Lavori Pubblici, ha recentemente descritto la gestione dei cantieri come una vera "corsa a ostacoli". Le difficoltà operative sarebbero state aggravate dagli "effetti dei conflitti internazionali", che hanno causato un'impennata dei costi delle materie prime. In particolare, è stato segnalato che il prezzo del bitume è aumentato di oltre il 50% in un solo mese, condizionando pesantemente la pianificazione degli interventi pubblici.
Nonostante queste giustificazioni legate alla crisi globale, il consigliere Malandrone solleva dubbi sulla logica tecnica dell'operazione. Appare infatti poco comprensibile come, a fronte di una chiusura totale della strada, si sia scelto di procedere a un rifacimento parziale, lasciando l'opera incompiuta. Nell'interrogazione si chiede dunque di sapere se quello attuale sia da considerarsi l'intervento definitivo o se sia previsto a breve un completamento dell'intera sezione.
Infine, l'attenzione si sposta sui costi. Malandrone chiede trasparenza sulle spese sostenute per questo intervento "a metà" e vuole verificare se la futura ultimazione comporterà un ulteriore aggravio economico dovuto al riposizionamento dei cantieri e della segnaletica. Resta inoltre il nodo dei controlli di qualità: l'amministrazione dovrà chiarire se siano state effettuate verifiche sul campo per garantire che quel gradino d'asfalto non si trasformi in un pericolo costante per i cittadini.










