Cultura e tempo libero | 21 maggio 2026, 12:38

“Tutto quello che non dovrei essere”: a Villadeati l’ironia gentile di Ludovica Di Donato tra libri, teatro e vita vissuta

Domenica 24 maggio alle 18.30, nella suggestiva ex chiesa di san remigio, il festival culturale VILLADEArTI ospita l’attrice e autrice romana per la presentazione del suo romanzo autobiografico edito da Giunti.

Ludovica Di Donato

Ludovica Di Donato

L’appuntamento con la narrazione in prima persona e l’ironia tagliente ma empatica è fissato per domenica 24 maggio alle 18.30 a Villadeati, nella cornice dell’ex chiesa di san Remigio in via San remigio 2. Qui il festival culturale VILLADEArTI accoglierà Ludovica Di Donato, attrice e autrice, per la presentazione del suo romanzo “Tutto quello che non dovrei essere” (Giunti). A dialogare con lei saranno il vicesindaco e assessore alla Cultura Riccardo Sorisio e la giornalista Antonella Manuela Larocca, in un incontro che si preannuncia vivace e partecipato.

Al centro del libro c’è una domanda che tocca molte biografie contemporanee: cosa significa sentirsi “ritardatari” nella vita e con la vita?. In “Tutto quello che non dovrei essere” Ludovica Di Donato affida alle pagine di un romanzo autobiografico il racconto del suo personale percorso a ostacoli, tra scelte non lineari, deviazioni e ripartenze. La vita, suggerisce l’autrice, somiglia spesso più a un esperimento per prove ed errori che a una linea retta da manuale.

Ludovica Di Donato, un’attrice “fuori tempo” per vocazione

Nata a Roma nel 1986, Ludovica Di Donato è un’attrice diplomata all’Accademia d’arte drammatica del Teatro Quirino “V. Gassman”, con alle spalle anche una laurea in Giurisprudenza e un master in comunicazione digitale. Ha calcato alcuni dei palcoscenici più importanti d’Italia, tra cui il Teatro Sistina, il Teatro Brancaccio, il Teatro Nazionale e il teatro antico di Segesta, lavorando con registi e compagnie di primo piano.

Sul fronte audiovisivo ha preso parte a diverse serie tv, tra cui “L’uomo delle stelle”, “Ritoccati2”, “Suburræterna”, “Never too Late” e, nel 2024, “Pensati sexi” al fianco di Diana Del Bufalo per la regia di Michela Andreazza; è stata diretta anche da Luca Zingaretti. Sul web collabora con Le Coliche e su Instagram conta oltre 311 mila follower, ma continua a considerare il teatro la sua vera casa, come conferma l’ultima tournée con “I 7 re di Roma” al fianco di Enrico Brignano.

Un romanzo per chi si sente “fuori tempo massimo”

La protagonista del libro è Ludovica, trentasette anni, single, senza figli, attrice, con un gatto di nome Amleto – “bellissimo, il gatto”, precisa lei – e una vita che non assomiglia affatto a ciò che, secondo il canone, una donna della sua età dovrebbe essere. A questo si aggiunge un percorso “a ostacoli”: una laurea in Giurisprudenza a trentadue anni, due mesi di pratica in uno studio legale, una formazione parallela in recitazione, un’alternanza di fallimenti e successi che rende la sua storia più simile a montagne russe che a una traiettoria lineare.

Il romanzo invita il lettore a salire su quelle montagne russe, riconoscendosi in inciampi, dubbi, ripartenze. Il mettersi a nudo dell’autrice diventa così uno specchio in cui ritrovare le proprie esitazioni, imparando a non prendersi troppo sul serio e a mettere in discussione l’ossessione, oggi diffusissima, di essere performanti e “allineati” alle aspettative in ogni momento della vita.

Il senso arriva quando qualcosa si inceppa

Tutto quello che non dovrei essere” smonta con ironia la pretesa di dover sapere sempre tutto di noi stessi e del mondo. Spesso, suggerisce il libro, il senso della vita si rivela proprio quando un minuscolo sassolino inceppa l’ingranaggio che sembrava perfetto, costringendoci ad andare fuori strada e a interrogarci sul percorso che stiamo seguendo.

È in quei momenti di pausa, quando ci fermiamo dopo aver rincorso a lungo i sogni altrui, che può compiersi un cambio di rotta autentico, capace di far emergere strade che ci appartengono davvero e ci rendono felici. Ritardataria “nella vita e con la vita”, Ludovica prova a mostrare come le cadute possano rivelarsi esplosive e generative, come le passioni non siano subito chiare nemmeno a chi le possiede, e come seguire i tempi degli altri non potrà mai bastare a farci sentire davvero appagati.

Il filo rosso del libro è un invito a essere gentili con noi stessi, a concederci il tempo di capirci e ad accettare che, per trovare la propria strada, esistono infiniti modi, nessuno dei quali obbligato.

VILLADEArTI, un festival di relazioni, bellezza e accoglienza

L’incontro con Ludovica Di Donato si inserisce nel cartellone della quarta edizione di VILLADEArTI, festival culturale ideato dall’amministrazione comunale di Villadeati, che da maggio a ottobre porta nell’ex chiesa sconsacrata di san remigio protagonisti del mondo della cultura. La rassegna attraversa teatro, narrativa, musica, cinema, arte e fotografia, trasformando il borgo monferrino in un piccolo laboratorio di idee e linguaggi.

Parole chiave di questa edizione sono relazioni, bellezza e accoglienza, tre assi lungo i quali si muove anche la scelta di invitare una voce come quella di Ludovica Di Donato, capace di intrecciare racconto di sé e sguardo sugli altri. VILLADEArTI è realizzato in collaborazione con il Gruppo Feltrinelli e la libreria Feltrinelli di Alessandria, con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte e il patrocinio della Provincia di Alessandria, dell’Unione dei Comuni Valcerrina e del Gal Basso Monferrato Astigiano, oltre al contributo di Cosmo e di altre aziende locali.

L’incontro di domenica 24 maggio sarà a ingresso libero e offrirà al pubblico non solo la presentazione del libro, ma anche uno spazio di dialogo con l’autrice sugli inciampi, le risate e le derive che rendono la vita, nonostante tutto, sorprendentemente nostra.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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