Cultura e tempo libero | 13 giugno 2026, 11:39

Casa del Teatro 3, sipario in via Scarampi: la sede verrà demolita, l’Arcoscenico ferma l’attività. Gli allievi affiggono un finto necrologio: “Morti per questioni tecniche”

L’edificio lascerà spazio all’uscita di sicurezza della succursale del Monti. Ileana Spalla: “Non ci siamo opposti ai lavori per la scuola, ma non è stata trovata un’alternativa”

Pubblico durante un saggio alla Casa del teatro 3

Pubblico durante un saggio alla Casa del teatro 3

“Chiudiamo le porte e smontiamo definitivamente tutto. Dove andremo non lo so”. È un epilogo amaro quello che Ileana Spalla e Sergio Danzi si preparano a scrivere per la Casa del Teatro 3 - L’Arcoscenico, lo spazio di via Scarampi 20 che per oltre quindici anni ha rappresentato un polo di formazione e produzione teatrale ad Asti. La sede verrà demolita per lasciare spazio alle esigenze di adeguamento della succursale della vicina scuola Monti, finanziate con fondi PNRR.

Una fine annunciata con lucidità e molta delusione dai fondatori, accompagnata in queste ore dall’affissione di un “necrologio” ironico ma pungente preparato dagli allievi: un manifesto listato a lutto per la “prossima demolizione del luogo che per quindici anni è stato Casa del Teatro 3”, ricordando come “da quanto ci risulta, la scomparsa non è dovuta a cattiva salute artistica, a mancanza di pubblico né ad assenza d’amore, ma per “sopraggiunte esigenze tecniche e superiori necessità strutturali (pare mancasse qualcosa)”.

La demolizione per fare posto alla scuola

A spiegare l’iter burocratico che ha portato alla chiusura è la stessa Ileana Spalla, che sottolinea come il problema principale non fosse la messa a norma dei locali, ma un piano più ampio varato nel 2019.

“La demolizione parte da un progetto della Provincia del 2019 che prevede tramite PNRR il recupero della succursale del Monti. Nessuno ha detto che lì in mezzo c’è un immobile che andava demolito, qualcuno avrebbe forse dovuto dire che c'era un’attività, perché in quel momento forse era possibile modificare il progetto, spiega la regista e attrice, a distanza di cinque anni viene buttato giù tutto lì. Demolito per fare l’uscita di sicurezza della succursale”.

La direzione dell’Arcoscenico non ha fatto muro di fronte all’interesse pubblico dell’intervento, ma lamenta l’assenza di una rete di salvataggio istituzionale: “Non ci siamo opposti perché ovviamente ci sono dei soldi, sono a vantaggio di un progetto per una scuola, ma abbiamo chiesto di trovare una soluzione, una sede alternativa. E questa non è venuta fuori”.

Nessuna soluzione trovata: attività sospesa

Le alternative valutate in questi mesi si sono scontrate contro ostacoli economici o vincoli logistici. Ileana Spalla ringrazia per i tentativi fatti, ma sottolinea come i costi per l’affitto da privati siano proibitivi. Anche i percorsi istituzionali si sono rivelati ciechi.

L’assessore Loretta Bologna aveva proposto alcune sistemazioni che non avevano però le caratteristiche adatte per un’attività teatrale, così come è caduta, nonostante la disponibilità e i ringraziamenti rivolti al vescovo, Marco Prastaro, l’ipotesi di utilizzare gli spazi della Consolata, complice la sovrapposizione degli orari del riscaldamento centralizzato con quelli di asilo e scuola.

Il risultato immediato è la sospensione dell’attività: “Metteremo tutto in un piccolo ufficio e in un magazzino e ci prenderemo il tempo per capire come procedere in futuro, perché così siamo veramente annebbiati".

L'amarezza per il progetto di Massimo Cotto

Nelle parole di Spalla c’è anche il grande rammarico per la fine di un disegno culturale nato molti anni fa: “È stato distrutto il progetto di Massimo Cotto, perché in un anno hanno tolto sia Casa del Teatro 1 che Casa del Teatro 3, che erano state volute da lui quando era assessore alla Cultura”.

Per ora in via Scarampi non resta che spegnere le luci e salutare le decine di persone passate di lì in questi anni: “Abbiamo fatto un po’ di festeggiamenti con i nostri primi allievi, e abbiamo lasciato la possibilità a tutti di vedere lo spazio se non ne avevano avuto occasione. Ma non ce l’abbiamo fatta”.

Redazione

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
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