Attualità | 27 luglio 2026, 14:38

Addio a Guido Mastallone, il pittore che ha dipinto l'anima della natura

Si è spento l'artista astigiano classe 1937. Nel 2019 la sua importante personale alla Fondazione Eugenio Guglielminetti

Addio a Guido Mastallone, il pittore che ha dipinto l'anima della natura

Il mondo della cultura di Asti piange la scomparsa di Guido Mastallone, artista nato nel 1937 e voce tra le più delicate del panorama figurativo locale.

 Un pittore capace di catturare l'essenza del mondo quotidiano, trasformando la tela in un racconto intimo fatto di piccoli dettagli e attente sfumature cromatiche.

Il richiamo degli Impressionisti
 

La sua ricerca ha sempre guardato ai maestri del passato, pur mantenendo una fortissima impronta personale e un gusto figurativo molto spiccato. Nel presentare i suoi lavori, la critica lo ha ricordato proprio in questo modo: "Poeta del pennello". Le sue opere, infatti, traevano profonda ispirazione dagli Impressionisti, sfumando i toni e tendendo con estrema eleganza all'astratto negli sfondi.

Il legame con il territorio
 

Il dialogo visivo con la città e con la natura è stato il filo conduttore di un percorso che lo ha visto protagonista di diverse esposizioni. Particolarmente sentita è stata la mostra personale a lui dedicata nella primavera del 2019 presso gli spazi della Fondazione Eugenio Guglielminetti, un momento di profonda condivisione artistica con il suo territorio.
 A darne il doloroso annuncio sono i figli Dario e Laura, uniti all'adorato nipote Estefan, ai parenti e ai tanti amici.

 I funerali si tengono oggi.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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