Attualità | 02 agosto 2026, 09:26

LA STORIA - A Sydney il profumo della bagna càuda unisce generazioni di astigiani lontani da casa [FOTO E VIDEO]

Oltre cento persone all'evento dell'Associazione piemontese australiana Nsw. Premiati Luciano Villata, emigrato nel 1949, e Stefano Massasso

Alcuni momenti dell'evento

Alcuni momenti dell'evento

A migliaia di chilometri dalle colline del Monferrato, i profumi inconfondibili della tradizione sono diventati un filo invisibile ma tenace capace di unire l'Italia e l'Oceania. Nelle scorse ore si sono radunate oltre cento persone a Sydney per partecipare al tradizionale Bagna Càuda Lunch, un evento organizzato dall'Associazione Piemontese Australiana Nsw.

Una giornata interamente dedicata alla convivialità, ma soprattutto alla valorizzazione di quelle radici astigiane e piemontesi che la comunità locale continua a custodire gelosamente dall'altra parte del mondo.

Un ponte tra epoche e continenti

Il piatto simbolo del Piemonte ha rappresentato molto più di una semplice portata: è stato il pretesto ideale per far incontrare mondi e generazioni differenti. Seduti agli stessi tavoli c'erano gli emigrati giunti in Australia nel secondo dopoguerra, i loro figli, i nipoti, affiancati da chi ha scelto di trasferirsi in tempi molto più recenti.

A catturare l'attenzione e la commozione dei presenti è stata la partecipazione di Luciano Villata, nato ad Asti e sbarcato nel continente nuovissimo nel lontano 1949. A ben 77 anni dal suo arrivo, Villata mantiene un legame indissolubile con la sua terra d'origine. Proprio per questo, durante il pranzo ha ricevuto un certificato di apprezzamento per il decennale contributo offerto nella promozione e nella conservazione della cultura piemontese in Australia.

L'emozione nei racconti

Insieme a lui, un riconoscimento speciale è andato anche a Stefano Massasso, astigiano oggi residente a Sydney, premiato a sua volta per l'impegno profuso verso l'associazione.

A margine della consegna, Massasso ha raccontato le sue sensazioni: "È stato particolarmente emozionante vedere generazioni così diverse riunite attorno alla stessa tradizione: persone arrivate in Australia nel dopoguerra, i loro discendenti e piemontesi arrivati molto più recentemente".

Sul proprio impegno all'interno della comunità, ha poi precisato: "Sono orgoglioso di poter continuare a dare il mio contributo all'Associazione Piemontese Australiana Nsw, aiutandola a crescere qui a Sydney e collaborando alla creazione di eventi come questo, capaci di mantenere vive e trasmettere alle nuove generazioni le nostre tradizioni". E ha aggiunto: "Per me è un modo concreto per mantenere forte il legame con Asti e con il Piemonte, anche dall'altra parte del mondo".

QUI IL VIDEO

Calici alzati e radici condivise

L'incontro tra i due premiati è stato senza dubbio uno dei momenti più sentiti dell'intera giornata: due astigiani, figli di epoche migratorie profondamente diverse, ma uniti dal medesimo incrollabile senso di appartenenza.

A tal proposito, Massasso ha confidato: "Pensare che Luciano sia partito da Asti nel 1949 e che, 77 anni dopo, ci siamo ritrovati insieme a Sydney davanti a una bagna càuda è qualcosa di speciale". Un pensiero che racchiude il senso profondo dell'iniziativa: "Dimostra quanto possano essere profonde le nostre radici, indipendentemente dagli anni trascorsi e dalla distanza".

Per accompagnare la bagna càuda, non poteva mancare un tocco del territorio astigiano nei calici. Sulle tavole australiane sono state servite le etichette dell'azienda Vigneti Brichet della famiglia Massasso, tra cui spicca la Barbera d'Asti "Cinque Stelle". Un modo simbolico, e decisamente gustoso, per accorciare ancora una volta le distanze e brindare all'amicizia italo-australiana.

Betty Martinelli

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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