C’è anche la Polizia locale di Asti tra i cinque Comandi protagonisti del progetto sperimentale promosso dalla Regione Piemonte che porterà alla nascita del primo gruppo di unità cinofile della Polizia locale a valenza regionale.
L’iniziativa è stata presentata oggi al Grattacielo Piemonte, dove il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Enrico Bussalino hanno incontrato gli operatori e i cani impegnati nella fase iniziale del progetto. Per Asti erano presenti l’ispettore Fabio Damasio insieme all’unità cinofila Sciusciù.
Oltre ad Asti, prendono parte alla sperimentazione i Comandi di Oleggio, Alessandria, Biella e Novara. L’obiettivo è creare una rete coordinata delle unità cinofile già operative sul territorio, in grado di offrire supporto ai Comuni piemontesi e rafforzare le attività di prevenzione e controllo.
“Si tratta di un progetto innovativo che punta sulla collaborazione tra enti locali e sulla valorizzazione delle competenze già esistenti – hanno dichiarato il presidente Cirio e l’assessore Bussalino –. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi, creando una rete capace di garantire un supporto rapido ed efficace ovunque ce ne sia bisogno. Le unità cinofile rappresentano uno strumento fondamentale nelle attività di prevenzione e controllo del territorio, dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricerca di persone scomparse, fino alla gestione di eventi pubblici. Con questa iniziativa investiamo concretamente sulla sicurezza dei cittadini, rafforzando il ruolo della Polizia locale e costruendo un modello organizzativo che potrà diventare un punto di riferimento anche per le altre Regioni”.
Il progetto prevede ora la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse rivolto alle unità cinofile già operative che vorranno aderire alla rete regionale. In seguito sarà sottoscritto un protocollo tra la Regione e gli enti partecipanti per definire i presìdi territoriali di riferimento, uniformare le modalità di intervento e dare vita a un sistema regionale condiviso.
La Regione avvierà inoltre un confronto con le autorità statali competenti per consentire, quando necessario, l’impiego delle unità cinofile anche al di fuori del territorio del Comune di appartenenza. Al termine della fase sperimentale, le unità aderenti saranno sostenute con contributi regionali per almeno tre anni, con l’obiettivo di consolidare un modello stabile a supporto della sicurezza delle comunità piemontesi.














