Cultura e tempo libero | 25 agosto 2026, 06:48

Quando l'insulto diventa un'arte: a Mongardino arriva il dizionario delle parolacce in piemontese

Giovedì 27 agosto Paolo Sirotto presenta il suo manuale dedicato a imprecazioni e modi di dire sabaudi. Dialogano con l'autore i "Farinei"Linus Binello e Davide Calabrese

Quando l'insulto diventa un'arte: a Mongardino arriva il dizionario delle parolacce in piemontese

Dimenticate per un momento il bon ton e l'etichetta, perché a volte una sana imprecazione dialettale vale molto di più di mille discorsi diplomatici. 

Giovedì 27 agosto alle 18.30, la piazza del comune di Mongardino si trasformerà in una vera e propria accademia della linguistica "scostumata".

L'amministrazione comunale, in stretta collaborazione con la Libreria Alberi d'acqua, organizza infatti la presentazione del libro Insultario piemontese-italiano, un'opera che promette di arricchire il vocabolario di tutti, ma rigorosamente in lingua locale.

Un manuale tascabile e decisamente poco ortodosso

Pubblicato da Editoriale programma, il volume si presenta come un piccolo dizionario pronto all'uso. In 184 pagine, l'autore raccoglie con dedizione certosina tutti quegli insulti, quelle parolacce e quei modi di dire che rendono il nostro dialetto così splendidamente colorito e sincero.

Tra le pagine non mancano le definizioni dei grandi classici, da "Balengo", a "Piciu", fino ad arrivare a imprecazioni decisamente più articolate e pittoresche. D'altronde, con la lingua piemontese tutto o quasi è concesso: a seconda del tono e del contesto, quelle che in italiano suonerebbero come offese imperdonabili, in dialetto si trasformano magicamente in informali manifestazioni d'affetto.

Un insulto ben piazzato, in fondo, è bello da donare come da ricevere, quasi fosse un biglietto d'auguri, possibilmente accompagnato dal classico e spontaneo gesto della mano. Perché bisogna dirsi la verità: insultare in piemontese sa essere bellissimo.

L'autore e la filosofia del "sano sfogo"

La mente dietro questa titanica e ironica opera di catalogazione è Paolo Sirotto, torinese doc classe 1967, oggi trapiantato a Tigliole. Da sempre appassionato difensore delle nostre radici, è l'ideatore e fondatore di Arte ci Pare, un'associazione per la diffusione della cultura sabauda.

Per stilare questo compendio, Sirotto ha attinto a piene mani dalle sue conoscenze linguistiche, coinvolgendo in questa divertente missione anche gli amici dello storico gruppo musicale Farinei dla Brigna. Proprio loro, sulla loro pagina Facebook, hanno condensato in una sola, perfetta frase tutta la filosofia alla base del libro: "Se quando ti incazzi non ti esce il piemontese non sei incazzato veramente".

A dialogare con l'autore in questa serata che si preannuncia ricca di sorrisi e, inevitabilmente, di qualche colorita esclamazione, ci saranno, appunto due indisciplinati e divertenti dello storico gruppo: Linus Binello e Davide Calabrese.

Betty Martinelli

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Vacanze Astigiane

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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