Il sistema produttivo artigiano del Piemonte si trova ad affrontare un importante cambio di passo sul fronte della sostenibilità e della gestione dei materiali. Con l'entrata in applicazione delle prime disposizioni previste dal nuovo Regolamento europeo PPWR sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, avviata il 12 agosto, si apre una fase di riorganizzazione complessa per oltre 40 mila realtà artigianali attive sul territorio regionale. La misura coinvolge una pluralità di settori chiave della manifattura, dall'agroalimentare al legno-arredo, passando per moda, cosmetica e comparto meccanico.
L'impatto delle nuove disposizioni varia sensibilmente a seconda del posizionamento dell'impresa all'interno della filiera, della tipologia di confezionamento impiegato e dei canali distributivi adottati. Le prescrizioni toccano sia gli involucri autoprodotti sia quelli destinati al mercato interno o all'esportazione, con quadri regolatori differenziati per la vendita diretta e il commercio transfrontaliero. A pesare sull'operatività quotidiana è soprattutto l'onere legato alle dichiarazioni di conformità e alla gestione della documentazione tecnica, incombenze che rischiano di gravare in maniera sproporzionata sulle strutture prive di un apparato amministrativo dedicato.
Come evidenzia Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, "E' opportuno che ogni impresa individui il proprio posizionamento nella filiera per capire se deve occuparsi direttamente delle dichiarazioni di conformità, operazione non semplice nel nostro tessuto produttivo variegato. Resta da verificare se anche i concorrenti extra-UE rispetteranno le medesime regole. Mancano ancora atti delegati e norme tecniche: sarà decisivo che i rapporti con i fornitori siano trasparenti e la documentazione facilmente accessibile", sottolineando la preoccupazione per i carichi burocratici che gravano sulle microimprese.
Un capitolo di primaria importanza riguarda la sicurezza chimica e il settore agroalimentare, dove dal 12 agosto sono entrati in vigore stringenti limiti alla presenza di PFAS negli imballaggi a contatto con gli alimenti, disciplinati dal Regolamento UE 2025/40, che ne vieta la commercializzazione al superamento di precise soglie. Il confezionamento costituisce un presidio fondamentale per la conservazione e la qualità del cibo: per questa ragione i piccoli produttori necessitano di garanzie certificate a monte dai fornitori dei materiali, scongiurando verifiche tecniche insostenibili per le realtà di minori dimensioni.
Le trasformazioni investono in modo diretto anche il canale delle vendite online. Le imprese artigiane impegnate nelle spedizioni a distanza, specialmente verso i mercati dell'Unione europea, sono chiamate a una revisione complessiva dei volumi di spedizione, con l'obiettivo di contenere l'uso di materiali superflui ed eliminare confezioni sovradimensionate.










