Il nuovo piano regolatore di Asti e la gestione del patrimonio immobiliare dismesso finiscono al centro delle critiche del Forum Salviamo il paesaggio. Sotto la lente dell'associazione è finita la seduta del consiglio comunale dello scorso 8 settembre, durante la quale è stata discussa una mozione presentata nel febbraio dell'anno scorso dai consiglieri di minoranza Mario Malandrone, Mauro Bosia, Vittoria Briccarello e Gianfranco Miroglio.
Il documento mirava a promuovere un censimento degli immobili vuoti, proponendo l'adesione alla specifica campagna nazionale del Forum e ipotizzando l'adozione di un regolamento comunale ispirato all'articolo 42 della Costituzione Italiana. Un testo redatto seguendo le indicazioni del vice presidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, e già in vigore in diversi municipi italiani.
L'occasione mancata e il botta e risposta in aula
Secondo il comitato, la mozione doveva essere l'opportunità per aprire un dibattito concreto, rimettendo al centro il Bene Comune. Il Forum precisa in una nota: "Questa esigenza urgente evidentemente non pare appartenere al sentire dell'attuale maggioranza consiliare".
Ad amareggiare gli attivisti non sarebbe solo il lungo ritardo con cui il documento è approdato in aula, ma anche la rapidità della trattazione. L'associazione sottolinea infatti come la pratica sia stata esaurita in appena quattro minuti, tra l'esposizione del consigliere Michele Miravalle e la replica dell'assessora all'Urbanistica, Monica Amasio.
Le motivazioni della bocciatura non hanno convinto i promotori, che ritengono ci sia stata una scarsa comprensione del testo. Si legge nel comunicato: "L'assessora ha ripetuto nel suo intervento che il Comune non possiede le disponibilità finanziarie per agire con espropri". Il comitato fa tuttavia notare come il meccanismo proposto sia completamente differente, escludendo l'esborso di un solo euro.
Il municipio - rimarca il Forum - potrebbe infatti incamerare i beni degradati a costo zero, a fronte dell'inadempienza dei proprietari.
La nota specifica al riguardo: "Qualora il proprietario non proceda a quanto intimatogli, si offre la possibilità di acquisire ope constitutionis il bene degradato iscrivendolo al patrimonio del Comune".
Il nodo dell'emergenza abitativa
Il Forum Salviamo il Paesaggio lamenta anche la totale assenza della giunta al seminario formativo sul tema organizzato nel maggio dell'anno scorso e si interroga sul futuro della città. Se l'assessora all'Urbanistica ha rimandato al lavoro e alle proposte che l'Ordine degli Architetti sta delineando per ridisegnare il capoluogo, il comitato rilancia sui numeri.
Si legge ancora nella nota: "Oltre alle decine di contenitori grandi e medi abbandonati, ci sono anche molte centinaia di semplici appartamenti privi di funzione sociale". Gli attivisti ricordano come l'ultimo censimento comunale, fermo al 2013, parlasse di ben 3.208 alloggi vuoti. Da qui l'affondo finale sulle scelte imminenti: "Come può prendere forma un nuovo piano regolatore in assenza di dati sul patrimonio edilizio esistente ma non utilizzato e senza un dibattito ampio che ne tenga conto?". Nel frattempo, conclude l'associazione, le liste d'attesa per gli alloggi a canone sociale continuano a crescere, rappresentando non semplici file excel, ma "storie di persone in difficoltà".










