Le recentissime dimissioni di Maurizio Rasero dalla presidenza della Banca di Asti approdano direttamente nell'Aula di Montecitorio. A riportare la vicenda sotto i riflettori nazionali è stata la deputata Daniela Ruffino (gruppo Azione - Popolari Europeisti Riformatori - Renew Europe), la quale ha sollecitato formalmente un'informativa urgente al Ministro dell'Economia e delle Finanze per fare luce sui dettagli che hanno portato all'uscita di scena del primo cittadino astigiano dai vertici dell'istituto di credito.
Nel corso della seduta mattutina, la parlamentare ha aperto il suo intervento sottolineando che il passo indietro non segna affatto il punto finale della vicenda: "Le dimissioni non bastano, non basta lasciare una poltrona per cancellare ciò che è accaduto nei cinque mesi precedenti", ha affermato, rimarcando come non si tratti di una mera polemica politica tra schieramenti opposti, bensì di una questione squisitamente istituzionale.
Al centro delle richieste dell'On. Daniela Ruffino ci sono i rilievi formulati dall'organo di vigilanza. L'intervento di Banca d'Italia, che ha imposto una precisa tabella di marcia fino a prospettare una formale procedura di decadenza, impone secondo la deputata un chiarimento istituzionale trasparente: "Vogliamo capire quali criticità abbiano determinato la richiesta di scegliere una strada precisa e perché sia stata prospettata la possibilità di una decadenza", ha incalzato la parlamentare durante il discorso in Aula.
Oltre ai profili tecnici della vigilanza bancaria, la deputata ha insistito sulla necessità di esaminare la filiera amministrativa e relazionale: "Occorre ricostruire con assoluta trasparenza chi abbia nominato chi, con quali valutazioni prima della designazione e quali controlli siano intervenuti successivamente". Un tema cruciale che investe gli equilibri e i rapporti storici tra il Comune, la Fondazione e la Banca di Asti.
La conclusione dell'esponente di Azione non ha lasciato spazio a mezze misure sul fronte della credibilità pubblica: "Quando sono in gioco la credibilità delle istituzioni, la governance di una banca e la tutela del risparmio, il criterio non può essere quello di arrivare all'ultimo momento e dire: 'Ho scelto la città'", ha sottolineato, richiedendo formalmente una risposta chiara da parte del governo per fugare ogni ombra sulla gestione dell'intera vicenda.
All'appello per l'audizione del Ministro dell'Economia si è poi associato anche il deputato Federico Fornaro (Partito Democratico). Il parlamentare ha ribadito che l'uscita a sorpresa del sindaco non risolve i dubbi sollevati da tempo sul territorio e nelle sedi istituzionali. Nel suo intervento, ha evidenziato come la lettera inviata da via Nazionale abbia confermato l'importanza primaria del ruolo di controllo affidato per legge all'organo di vigilanza.
L'attenzione è stata quindi indirizzata verso la concentrazione dei poteri decisionali. Secondo il parlamentare, resta ancora evidente un fitto intreccio originato dalla facoltà di un'unica figura che, cumulando le cariche amministrative locali, ha inciso in modo significativo sui componenti del consiglio di indirizzo della Fondazione, azionista di riferimento incaricato di selezionare il consiglio di amministrazione bancario. Definendo la vicenda "non una bella pagina", Fornaro ha concluso auspicando la massima trasparenza a beneficio dei residenti e dei correntisti, sollecitando un rapido confronto parlamentare con il titolare del dicastero economico.










