Asti e Vasto hanno avviato una collaborazione nel nome del capodoglio. La città abruzzese organizza il festival "I Sette Capodogli", nato per ricordare i sette esemplari spiaggiati a Punta Penna nel 2014 e per sensibilizzare sulla tutela del mare. Quest'anno alla settimana di eventi partecipa anche il Museo Paleontologico di Asti, che custodisce un capodoglio vissuto tre milioni di anni fa nell'antico Mare Padano.
La paleontologa Alessandra Fassio è intervenuta in videocollegamento a due appuntamenti. Nel primo, la tavola rotonda "Le rotte dei capodogli che uniscono", Asti si è confrontata con Rimini, Lampedusa, Rodi Garganico e Vasto, e Fassio ha presentato "Il capodoglio fossile di Vigliano: una finestra sull'antico Mare Padano".
Nel secondo incontro, davanti a 250 studenti delle scuole superiori, ha raccontato la storia del reperto. Lungo circa dieci metri e con segni di morsi di squalo su alcune vertebre, fu scoperto nel 1929 da due contadini in una vigna sulla collina di Valmontasca. Dopo quindici giorni di scavi fu portato al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, e nel 2019 è tornato ad Asti, dove è stato restaurato. Studi condotti anche con la Tac hanno permesso di classificarlo come Euphyseter damarcoi, specie unica al mondo.
"Il termine tecnico è olotipo - ha spiegato Alessandra Fassio - e qui al Museo ce ne sono ben altri undici riguardanti balenottere e delfini: per noi è un grande orgoglio e motivo di vanto per l'Astigiano, dove dall'Ottocento a oggi sono stati scoperti un centinaio di cetacei e grandi vertebrati terrestri".
"Il prossimo anno vorremmo portare gli studenti a visitare il Museo dei fossili", è stato il desiderio espresso da un docente di Vasto. Mentre per il futuro “ci piacerebbe poter contare sulla vostra esperienza per allestire un nuovo spazio museale", hanno premesso gli organizzatori, tra cui il Comune. Interesse anche per le attività didattiche di Asti, che nell'ultimo anno scolastico ha accolto 4.500 studenti tra Museo, geositi e aree protette.
Per il 2027 si pensa anche a un gemellaggio tra la Riserva Naturale di Punta Aderci, dove si arenarono i capodogli, e il Parco Paleontologico Astigiano.










