Attualità | 21 settembre 2026, 10:27

Cooperazione internazionale, un appello per il ventennale con il Senegal: il centro di Coubalan porterà il nome di Mariangela Cotto

​In arrivo mercoledì la delegazione africana per riallacciare uno storico legame. Il comitato invita l'amministrazione a cogliere i fondi regionali e annuncia l'intitolazione della struttura alla compianta politica astigiana

Start up al lavoro e centro intitolato a Mariangela Cotto

Start up al lavoro e centro intitolato a Mariangela Cotto

​Un traguardo storico unisce la città di Asti e Coubalan, vivace realtà situata nella regione della Casamance in Senegal. 

Quest'anno ricorre infatti il ventesimo anniversario di un profondo legame di cooperazione transnazionale, germogliato nel 2006 grazie alla visione della locale associazione Aisap e sbocciato in un patrimonio inestimabile di relazioni umane, istituzionali e culturali.

Per celebrare a dovere questa tappa e riallacciare i fili di una sinergia d'eccellenza, il Cpas Odv (Comitato Pavia Asti Senegal) lancia una chiamata all'azione all'amministrazione comunale astigiana. L'invito è quello di non lasciarsi sfuggire la concreta opportunità offerta dal nuovo bando della Regione Piemonte, pensato proprio per sostenere i partenariati territoriali con l'Africa sub-sahariana.
 

​L'omaggio a un volto storico astigiano
 

​Il responsabile del comitato, Cesare Quaglia, lo scorso agosto ha affrontato una missione in terra senegalese per concordare i nuovi obiettivi programmatici con i partner locali. Dal lavoro sul campo è emersa una vibrante proposta progettuale che tocca da vicino la nostra comunità.
​A tale proposito Quaglia ha sottolineato: "Il comune di Coubalan ha espresso la ferma volontà di intestare a Mariangela Cotto il centro servizi comunale".

 L'edificio, un vero punto di riferimento per il territorio africano, era stato eretto nel quadro del precedente progetto "Reti al lavoro", sostenuto dalla regione e dall'agenzia Aics, che vedeva in prima linea proprio l'ente astigiano e l'associazione.
​Si tratta di una scelta che fonde continuità e memoria storica, dove l'associazione garantirà il consueto supporto tecnico e logistico. Il responsabile ha poi aggiunto: "Questo è un omaggio speciale a una donna di grande spessore, nonché un'occasione fondamentale per valorizzare un ventennio di impegni condivisi da tutti i rappresentanti istituzionali che si sono succeduti".
 

​Incontri istituzionali e profumi del territorio
 

​Il palcoscenico per ribadire questa vicinanza sarà la visita ad Asti del sindaco e del vicesindaco senegalesi, approdati in Piemonte per l'evento globale Terra Madre 2026. Mercoledì 23 settembre la delegazione sarà accolta tra le mura cittadine per una giornata fitta di impegni, organizzata nell'alveo del progetto internazionale Racines.
​Il programma prenderà il via alle 10 con l'accoglienza formale, seguita alle 11 dai saluti istituzionali nel palazzo civico di piazza Catena. L'appuntamento clou per fare il punto della situazione e sviscerare le prospettive future è fissato alle 11:30 al Cpia 1, dove andrà in scena una conferenza stampa aperta a tutti gli amministratori e ai sostenitori storici del partenariato.
​Dopo una visita guidata della scuola alle 12:30 e un pranzo conviviale alle 13, gli ospiti africani avranno modo di assaporare le eccellenze locali. Alle 14:30 passeggeranno tra i banchi del mercato di Campagna Amica per scoprire la filiera del cibo a chilometro zero, per poi concludere il pomeriggio immergendosi in alcune storiche aziende agricole e in un mulino del territorio, prima del rientro a Torino previsto per le 17.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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