Cultura e tempo libero | 21 settembre 2026, 09:14

Un ponte tra generazioni nelle Langhe: il romanzo d'esordio di Serena Salvetti

Da Canelli alla guerra partigiana, la storia di un nonno e di una nipote nel libro "Avevamo vent'anni"

Serena Salvetti

Serena Salvetti

Tutto ha inizio con una poltrona, un nonno che racconta e una nipote in ascolto. Lui ha vent'anni quando parte per il fronte della Seconda guerra mondiale; lei ne ha altrettanti quando decide che quelle memorie non devono andare perdute. È da questa intima premessa che prende vita Avevamo vent'anni - Memorie di due generazioni, il romanzo d'esordio di Serena Salvetti, giovane autrice nata a Canelli e da tempo residente nel Cuneese.

Il viaggio nella memoria

L'opera, autopubblicata lo scorso luglio, non si limita a essere un resoconto storico. Il viaggio geografico e umano del protagonista spazia dalle Alpi alla Sardegna, per poi fare ritorno nel cuore delle Langhe e della Val Bormida, attraversando i comuni di Cravanzana, Bubbio, Vesime e la stessa Canelli.

Lontana dalla retorica del reduce o da intenti puramente celebrativi, l'autrice sottolinea: "La narrazione restituisce la cronaca autentica e senza filtri di un ragazzo qualunque". Il racconto non si esaurisce infatti nelle drammatiche dinamiche del conflitto o della Resistenza, ma offre uno spaccato vivido della vita dell'epoca. L'orrore del fronte si alterna a inaspettati momenti di spensieratezza giovanile, di profonda solidarietà e di quotidianità rurale.

Una promessa silenziosa

È in questo complesso scenario che il protagonista compie la scelta, tanto decisiva quanto rischiosa, di unirsi alla lotta partigiana. Un percorso difficile, che culmina nel faticoso e intimo ritorno alla normalità.

Serena Salvetti incarna nella vita un affascinante dualismo: ingegnere di professione in un'azienda locale e umanista per vocazione. Il suo romanzo d'esordio nasce proprio da una promessa silenziosa fatta a se stessa: salvaguardare i racconti di vita di suo nonno. L'intreccio tra la memoria privata e la storia collettiva di un territorio profondamente segnato dalla lotta di Liberazione si trasforma così in una riflessione universale sul valore dei luoghi, delle relazioni e delle decisioni individuali di fronte alle grandi crisi della storia.

Un passaggio di testimone ritenuto vitale dalle nuove generazioni: "Un passaggio di testimone necessario, che dimostra come i dilemmi morali e il coraggio di ieri siano gli stessi specchi di cui abbiamo bisogno per interpretare e affrontare il nostro presente".

L'autrice

Serena Salvetti è nata a Canelli e vive nelle Langhe, terra a cui è legata da un profondo senso di appartenenza e identità. Nella vita incarna un proficuo dualismo: ingegnere di professione e umanista per vocazione. Accanto al rigore scientifico e analitico, coltiva da sempre una profonda passione per il teatro, l'arte, i viaggi, gli animali e lo studio della memoria locale. "Avevamo vent'anni" è il suo romanzo d'esordio, nato dalla promessa silenziosa di salvaguardare i racconti di vita di suo nonno. Il risultato è una narrazione che non si limita alla ricostruzione storica locale, ma getta un ponte ideale tra la generazione che ha
conquistato la libertà e quelle contemporanee.
Il libro è disponibile per l'acquisto su Amazon al seguente link: Avevamo vent'anni - Memorie di due generazioni

Per seguire gli aggiornamenti e scoprire i retroscena del progetto, è attiva la pagina Instagram dedicata all'opera: Pagina Instagram Avevamo vent'anni

Betty Martinelli

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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