Cultura e tempo libero | 22 settembre 2026, 09:49

Arte del tatuaggio e grappa: nasce “MTS x Berta – Art Collection”

Tre etichette e un packaging d’autore per il progetto che unisce Milano Tattoo School e Distillerie Berta. La collezione è stata presentata nella sede storica di Mombaruzzo

Due mondi apparentemente lontani che si incontrano nel segno dell’artigianalità, della creatività e della trasformazione. È nata “MTS x Berta – Art Collection”, la nuova linea di grappe frutto della collaborazione tra Milano Tattoo School, prima accademia italiana dedicata alla formazione professionale nel tatuaggio e nel piercing, e Distillerie Berta, storica realtà piemontese del settore della distillazione.

Il progetto, presentato ufficialmente giovedì 17 settembre nella sede storica delle Distillerie Berta a Mombaruzzo, nel cuore del Monferrato, propone tre etichette originali e un packaging interamente dedicato all’arte, realizzati attraverso il lavoro congiunto di artisti affermati e giovani talenti formati all’interno dell’accademia.

La collezione nasce da un blend signature composto da grappa giovane, grappa invecchiata, brandy e acquavite di frutta.

Il filo conduttore: la trasformazione

Alla base dell’iniziativa c’è un concetto comune ai due mondi: quello della trasformazione. La grappa nasce infatti dalla vinaccia, ciò che rimane dopo la spremitura dell’uva, che attraverso la distillazione, il tempo, il legno e il lavoro artigianale si trasforma in un distillato complesso e raffinato.

Un percorso che presenta numerosi punti di contatto con il tatuaggio, dove l’arte viene impressa sulla pelle e cambia nel tempo seguendo la forma del corpo.

“Il tatuaggio è la forma d’arte che incarna di più in assoluto il concetto di tempo, non solo per la sua permanenza intrinseca ma anche perché cambia sempre seguendo la forma del corpo”, spiega Giulia Berta, responsabile Marketing e Comunicazione di Berta.

“La dimensione del tempo è un parallelismo importante con il nostro mondo: anche per noi il tempo per la distillazione e l’invecchiamento è un elemento fondamentale affinché il distillato cambi e si trasformi”.

Un legame che, per Berta, passa anche attraverso il concetto di artigianato. “Arte e artigianato hanno la stessa radice latina, “ars”, ovvero abilità acquisita con studio e pratica”, aggiunge.

Maestri e giovani talenti insieme

Per Milano Tattoo School l’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di dialogo tra il tatuaggio contemporaneo e le eccellenze italiane del design, dell’artigianato e del lifestyle.

Il progetto ha coinvolto tre coppie formate da un artista-docente e da uno studente dell’accademia. Katia Polastri, direttrice artistica di MTS, Marco Branchia e Zuma, tatuatori e docenti della scuola, hanno infatti selezionato tre giovani talenti con i quali hanno progettato e realizzato le etichette della collezione.

“Volevamo un progetto capace di mettere in relazione due culture del fare – racconta Dimitri Daleno, founder di MTS – ma soprattutto volevamo che in questo incontro ci fosse anche ciò che per noi, come scuola, è essenziale: la trasmissione del sapere tra chi ha già costruito un percorso professionale e chi sta iniziando a costruire il proprio”.

Un’esperienza che, secondo Daleno, rappresenta una sintesi del percorso formativo della scuola: «Dare strumenti solidi e poi mettere il giovane nelle condizioni di misurarsi, accanto a un professionista, con un progetto reale».

Tre etichette, tre contaminazioni artistiche

La prima collaborazione ha visto protagoniste Katia Polastri e Aurelia De Luca. Lo stile pittorico a colori di Polastri, caratterizzato da sfumature morbide e linee sinuose, si incontra con la ricerca sperimentale di De Luca, basata sulla decostruzione e su figure instabili e in continua mutazione. Al centro della composizione compaiono rose e coccinelle, elementi dal forte valore simbolico per il mondo della viticoltura e per la famiglia Berta.

Il secondo lavoro è quello di Marco Branchia e Alexandra Cecconi, due sensibilità artistiche differenti che hanno trovato un punto di incontro nella contaminazione dei rispettivi linguaggi. I caratteristici gatti azzurri di Branchia dialogano con l’universo di Alexandra, fatto di colori chiari, atmosfere luminose e suggestioni fiabesche.

Infine, Zuma e Oliviero Parini hanno lavorato insieme alla realizzazione di un’etichetta dal forte impatto visivo, nata dall’incontro tra lo stile giapponese-western di Zuma e quello steampunk di Parini. Rane antropomorfe nei panni di maestri distillatori e antichi alambicchi in ottone si inseriscono in una composizione dai colori vivaci, accompagnata da uno sfondo azzurro caratterizzato da motivi a onde giapponesi.

Una “bottega” contemporanea

Il concetto di bottega è stato centrale nell’intero progetto.

“Un luogo in cui un mestiere si trasmette davvero, in cui maestro e allievo lavorano fianco a fianco”, spiega Katia Polastri, founder e direttrice artistica di Milano Tattoo School.

“Il punto d’incontro tra tattoo e grappa è innanzitutto l’arte, ma anche il modo in cui l’arte nasce da un mestiere. In Berta abbiamo riconosciuto una cultura molto vicina alla nostra: il valore della manualità, del tempo, della ricerca, della cura del dettaglio e della trasmissione del sapere”.

A completare la collezione è stato quindi il lavoro collettivo dei tre artisti e dei tre studenti, protagonisti di un progetto di Art Fusion dedicato alla realizzazione del packaging. Anche la scatola è stata così trasformata in un’opera d’arte, completando il percorso creativo iniziato con le tre etichette.

Un progetto che mette insieme formazione, tradizione e sperimentazione e che, attraverso il linguaggio del tatuaggio, porta una nuova forma di espressione artistica all’interno di una delle produzioni simbolo del Piemonte e dell’Italian Spirit.


 

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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