Attualità | 07 dicembre 2019, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: viaggio nel tempo tra le colline Unesco

Puntata di invito ad approfondire la conoscenza ed il valore delle tante piccole architetture che costellano e caratterizzano le campagne dell’Astigiano

Viviamo in un posto bellissimo: viaggio nel tempo tra le colline Unesco

Che l’Astigiano sia un posto bellissimo, lo sappiamo. Non gli manca proprio nulla, se non la capacità di raccontarsi, promuovendo tutto il bello e le unicità di cui è ricchissimo, come per i tantissimi casot, o ciabòt, tipici delle sue colline e dei paesaggi vitivinicoli premiati e tutelati dall’Unesco.

Con l’arrivo della stagione fredda, campagne e vigneti si sono spogliati, facendo emergere, ancora più visibili del solito, questi piccoli fabbricati caratteristici della vita agricola di un tempo. Pezzi di storia nati con il lavoro in vigna.

Nascono da lì, dalle necessità di chi lavorava la terra tutti i giorni e tutti i giorni aveva bisogno di portarsi dietro le attrezzature o di ripararsi dal meteo, mentre era in campagna, in vigna, con i vigneti spesso lontani dalle abitazioni ed i trattori ancora da venire.

All’inizio semplici capanni, evoluti in costruzioni in muratura, risalgono per la maggior parte alla seconda metà dell’Ottocento; oggi rappresentano un patrimonio tipicissimo e diffuso, da valorizzare in chiave turistica, carico del fascino di una dimensione sociale antica. Tanti guardiani in muratura delle nostre colline, pieni di storie di persone e famiglie, belle e brutte, di arrivi e di partenze, di vendemmie buone e non.

Bellezze semplici che narrano del tempo in cui i ritmi dell’uomo erano i ritmi della natura, esempi unici di cultura contadina ed estetica del paesaggio, ben evidenti in centinaia di bellissimi casot che potrebbero essere un tesoro prezioso per attrarre turismo, così automaticamente abbinabile alla produzione vinicola, assieme alle tante bellezze del territorio.

Salette degustazioni, luoghi di pernottamento, punti d’incontro per gli amanti del buon vino e del buon cibo. Pensate al valore dell’esperienza, così ama chiamarla il marketing turistico odierno, dell’essere catapultati indietro nel tempo. Pensate al valore di portarne qualcuno a percorso, occasione unica per promuovere e vivere l’Astigiano sostando qua e là tra grandi vini, qualche fetta di salame o del buon formaggio, e magari pure passarvi la notte. Una bomba!

In un momento in cui persino le associazioni di categoria stanno spingendo per far aumentare interessi e redditi dal turismo rurale e la Regione ha nuovamente, evviva, permesso la presenza di turisti in vigna e in vendemmia, spero qualcosa si smuova. Spero in tanti viticoltori e proprietari di casot che, carichi dell’orgoglio di chi è certo di vivere in un posto bellissimo, trovino presto coscienza ed energie mirate a sfruttare questo loro, nostro, patrimonio per attrarre turismo con la tradizione. Le risorse potrebbero non mancare, evviva di nuovo, grazie ad un paio di Misure di sviluppo territoriale offerte dai due GAL dell’Astigiano e dal sicuro interesse regionale.

Davide Palazzetti

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