Viviamo in un posto bellissimo | 28 agosto 2021, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo dove si parla tanto di turismo

Puntata dedicata a pensieri, opere ed omissioni attorno al mondo del turismo di Asti e dintorni che di recente ha trovato ampi spazi di racconto e confronto

MerfePhoto

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Non certo per riportare a me qualche nesso di causalità, il ritorno di parole ed opinioni su andamenti e prospettive turistiche ad Asti e nell’Astigiano è cominciato da inizio agosto. Per esattezza da dopo il 10, data a cui corrisponde una mia ritardata analisi dei dati forniti, con calma, dall’Osservatorio turistico della Regione Piemonte sui flussi 2020 nei Comuni della provincia.

Analisi che vedeva un netto calo a livello provinciale delle presenze, - 60%, percentuale vicina al -78% considerando l'entrata in conteggio di posti letto e presenze delle locazioni turistiche, che prima non erano considerate. Asti passava da 85.000 a 39.000 presenze, perdendone in prima lettura il 55%. Con i posti letto passati però da 1.777 a 2.034, di certo non nati nel 2020, la percentuale delle presenze turistiche perse schizzava oltre il 70%. Il commento, banale ma credo logico, era che, visto quell’enorme gap da recuperare, essersi dati di più da fare per promuovere gli arrivi sarebbe stata conseguenza auspicata.

Solo due giorni dopo ecco che sono arrivate risposte dal Comune, a raccontare una città piena di turisti. Lascio perdere, per quieto vivere e perché qui poco utile, trattamento e tono dei post visti su Facebook, alla fine solo in difesa di scelte importanti come quelle attorno all’ATL, quella che non ha neppure il nome del nostro territorio nella propria ragione sociale.


Che qualche turista ci fosse è certo. I turisti in Asti ci sono sempre stati, pochi rispetto alle sue potenzialità e con presenze in calo di quasi il 20% totale nei due anni prima della pandemia. Nel 2017 si erano superate le 100.000 presenze annuali in città e in agosto se ne erano contate 14.000; come dire vedere in giro per il centro di Asti 450 turisti ogni giorno. Oggi, anche fossero la metà, abbiamo la conferma di uno zoccolo duro da coltivare e sviluppare quanto prima. Ma città piena di turisti è un’altra cosa.

Poi sono arrivati i media. E’ arrivata La Stampa con un articolo, realistico e scevro di celebrazioni su folle o simili, con un chiaro messaggio ad amministrazione e astigiani nell’aver scelto di mettere la foto di due ciclisti due, forse turisti, in una piazza Alfieri vuota come mai.

E’ arrivata la Nuova Provincia, con un incisivo fondo di Ottavio Coffano, a ricordare che ci fosse un po’ più di turismo le strutture ricettive in città si moltiplicherebbero invece di scomparire. E ancora, non un giornale, ma un giornalista di lungo corso, Carlo Cerrato, che nel bocciare senza appello la promozione dell’Astigiano si chiedeva: Ci raccontano che va tutto alla grande. Ma davvero qualcuno ci crede? Oltre a condividere con convinzione il suo disappunto, non nascondo che leggere un Cerrato che scrive di territorio definendolo Astigiano, è bellissimo.

Ecco dove sta la grande e migliore novità degli ultimi tempi: il risorgere di un nome agli onori di citazioni e cronache. Vuoi che ci batto da tre anni e passa, vuoi che a forza di batterci i media locali non sbagliano più, persino con la maiuscola, sempre. E per supportare il batterci, nulla di meglio che uscire con notizie e spazi di visibilità non sempre e solo locali. Alla fine per attrarre turismo è poco utile raccontarcela tra noi. E allora ecco che questo agosto mi ha regalato un bel quattro pagine di suggerimenti d’itinerario tra bellezza, storia, cultura ed enogastronomia dell’Astigiano nell’ultimo numero di Sale&Pepe; e una bella pagina su Specchio di domenica scorsa, a tema tour ed esperienze sulla mia Via del miele Astigiano, tra borghi bellissimi e apicoltori. A chiudere un grande mese per la personale promozione territoriale lo scorrazzare una troupe RAI a riprendere parte del nostro spettacolare Nord Astigiano. Un primo riscontro sarebbe dovuto uscire nel Tg1 di giovedì sera, ma l’attentato a Kabul ci ha tolto, giustamente, spazio.

Spero non accada nulla di così grave nei prossimi giorni, e non certo solo per vedermi sul Tg1. Nel sottolineare che non è poi così difficile dare visibilità al territorio non miro ad elogi e da tempo ho rinunciato alla vil pecunia, ma voglio sottolineare con l’esempio che si può e si deve fare.

Davide Palazzetti

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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