Storie di Orgoglio Astigiano | 18 marzo 2023, 13:00

Storie di Orgoglio Astigiano. Daniele, giovane scrittore: "L'Astigiano è dove ci si ritrova, è ispirazione. Tende alla timidezza, dovrebbe aprirsi di più"

Daniele Villata, di Casorzo, ha pubblicato una decina di libri, molti dei quali ambientati nell'Astigiano, tra medioevo ed esoterismo. "Il mio luogo del cuore? La Madonna delle Grazie e quel diario storico a cielo aperto"

Daniele

Daniele

Per accompagnarti nella lettura di questa intervista ti consiglio la canzone Il mio canto libero, di Lucio Battisti, contenuta nella playlist "Orgoglio Astigiano" su Spotify

 

Daniele lo conosco da qualche anno. Mi ha sempre colpita per la sua grande intelligenza: è una persona di spessore, con cui chiacchierare è sempre stimolante.

Daniele ad oggi ha pubblicato una decina di libri. Nel 2020 avevamo presentato insieme il suo "Cronista di Gloriacor". Un vero talento astigiano, che merita di essere portato alla luce. 

Daniele, che rapporto hai con l'Astigiano?

Molto radicato, ho senso di appartenenza molto forte, sia con il Monferrato che con l'Astigiano. Anche se ho studiato a Torino e ci ho vissuto un anno, sento mio il territorio: l'Astigiano è un luogo in cui ritrovarsi, qui sento casa, al di là della casa fisica.

Quanto incide il territorio sulla tua ispirazione?

È parte integrante: molte idee partono da qui, dalla stessa città di Asti, dal Monferrato astigiano, il territorio è una componente essenziale della mia produzione. Ad esempio, nel Cronista di Gloriacor, alcune parti del paesaggio delle colline sono di ispirazione astigiana e anche la stessa città, con il centro storico medievale. Asti è l'ispirazione. Così come in Immanuel, ambientato tra Casorzo e Moncalvo, ma anche Asti e Torino.

E il rapporto con Casorzo, il tuo paese? Hai qualche luogo del cuore?

Sicuramente la zona delle Madonna delle Grazie, la chiesa con le epigrafi, quel diario storico a cielo aperto. Sono particolarmente legato: oltre a essere stata fonte di ispirazione per molte storie, ho fatto la primissima presentazione dei miei libri lì. E dell'Astigiano, oltre alla città, sicuramente Castell'Alfero, per la bellezza, ma anche perchè qui ho ricevuto il mio primo incarico scolastico.

Secondo te l'Astigiano è abbastanza valorizzato?

No. A parte la fama del Palio, Asti è conosciuta, ma parlando di territorio tutta la zona collinare di Asti, nonostante sia Patrimonio Unesco (Casorzo dal 2014) no, oltre all'enogastronomia secondo me manca la valorizzazione del territorio come cultura, che avrebbe grandi potenzialità. Banalmente, forse, basterebbe una pubblicità maggiore. L'Astigiano tende alla timidezza, a sentirsi più chiuso, sembra abbia paura ad esporsi.

Cosa faresti?

Giocare anche magari di più su Alfieri, insistere di più sulla sua conoscenza. È stata una figura fondamentale, ma è studiata poco anche in università. Le idee di Alfieri sono anche molto attuali, la città potrebbe sfuttare di più la sua figura e di conseguenza il territorio.

Riscoprire il valore della qualità

Trovo sempre le riflessioni di Daniele particolarmente illuminanti e pertinenti. Una persona intelligente si capisce da subito e con Daniele è stato così. Asti ha bisogno di giovani come Daniele, preparati, attenti e appassionati: persone come lui che danno tanto al territorio, soprattutto in termini di spessore e valore culturale. In un periodo storico in cui la qualità sembra essere diventata quasi un difetto, perché richiede tempo e ricerca, riscoprirne il valore è un grande passo in avanti.

Daniele, a proposito di giovani. Hai mai avuto difficoltà a emergere nel nostro territorio?

In realtà no, mi sono state proposte diverse iniziative nel tempo. Casorzo nel 2021 mi chiese di fare qualcosa per i 700 anni di Dante: insieme a Chiara Baggio e Marianna Coppa abbiamo organizzato delle letture, con parafrasi dell'Inferno. L'iniziativa era stata talmente tanto apprezzata che l'anno scorso abbiamo fatto il Purgatorio. Devo dire, però, che sono iniziative singole e saltuarie: forse c'è poca rete ancora. Una rete strutturata darebbe una mano a valorizzare le persone e quindi il territorio.

Un consiglio ai giovani che sono alla ricerca della propria strada?

Appassionatevi a qualcosa e seguite quella passione: dovete credere in qualcosa che vi piace, che vi fa sentire vivi. Provate a seguire quella strada, anche se non è facile. Buttatevi su cosa vi piace, provate, non è detto vada subito bene o non è detto che vada tutto bene. Ci sarà qualche fallimento, però non stufatevi mai di provare, anche nei momenti di sconforto andate avanti. Quando hai una passione vera, incassi meglio lo sconforto.

E poi mi racconta una cosa che mi fa commuovere. Mi dice di aver parlato di me ai suoi allievi, per spiegare loro che nella vita bisogna mettercela sempre tutta. "Tu fai così da anni, da quando ti conosco". Grazie Daniele.

Parliamo del tuo ultimo libro. Di che cosa parla?

L'ultimo libro pubblicato è “Kiss Club”, su cui ho lavorato molto durante il lockdown. Lo definirei un thriller moderno ambientato tra Asti, Torino e Venezia, che però ha rimandi con il medioevo.

La trama di Kiss Club

Elena è solo una bambina quando la sua vita cambia per sempre. Inconsapevolmente si troverà coinvolta in un mondo che sta cambiando, dove emergono potenti organizzazioni appoggiate dai governi, il cui scopo è soltanto uno: decifrare il segreto della letteratura, di cui, apparentemente, solo Elena conosce la chiave.

Cosa bolle in pentola?

Sto per terminare un nuovo libro. Non manca molto alla conclusione: è un poliziesco giallo ambientato tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. L'azione si sviluppa a Casorzo, ma ci si sposta anche a Torino, Cuneo e parte della Francia. È un'indagine su una serie di omicidi, che si legano però a delle organizzazioni segrete... un detective di Torino sarà chiamato a risolvere il caso.

Il videosaluto ai lettori

Chi è Daniele Villata

Nato a Casale Monferrato il 10/11/1989, residente a Casorzo. Daniele Villata ha una laurea triennale in Lettere moderne, conseguita nel 2016, cui si aggiunge una laurea magistrale in Letteratura, filologia e linguistica italiana, conseguita nel 2019. Ha una grande passione per la letteratura e la storia medievali.

Ha cominciato a scrivere nel 2010. I libri pubblicati: Grigio, Immanuel, Gabrielle, Sinfonia occitana, Nel segno dello scorpione, La Fiamma, Il filo di Miriam, Il Cronista di Gloriacor, Kiss Club. Oltre a questi racconti più lunghi, ci sono due raccolte di racconti brevi e tre di poesie.

Oltre ai classici della letteratura, i generi preferiti sono il thriller, il noir, il giallo storico. Tra gli autori preferiti italiani ci sono Donato Carrisi e Marcello Simoni, tra gli autori esteri James Patterson, Glenn Cooper, Patricia Cromwell e Stephen King.

Attualmente è docente di sostegno alle medie di Moncalvo. Precedentemente ha insegnato Lettere, storie e geografia alle medie di Castell'Alfero e Montechiaro.

Nel 2022 ha terminato il master in Archivistica paleografia e diplomatica dell'Università di Ferrara.

A breve conseguirà il diploma presso la Scuola degli Archivi di Stato di Torino. 

 

Elisabetta Testa


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Orgoglio Astigiano è un progetto che vuole portare alla luce storie di vita e di talenti del territorio, che trova il suo spazio nella rubrica settimanale “Storie di Orgoglio Astigiano”, a cura della giornalista Elisabetta Testa.

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
Requisiti richiesti? Bisogna lasciarsi andare. Più che farti intervistare, ti devi guardare dentro. Senza aver paura di raccontarmi ciò che ci troverai...

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