Storie di Orgoglio Astigiano | 15 luglio 2023, 12:30

Storie di Orgoglio Astigiano. Enrico Perano, il prof da record sui pattini: "La matematica? Va a rotelle, come me. Sulle colline astigiane ho fatto discese incredibili"

A 58 anni ha stabilito l'ultimo record toccando gli 85 km/h a Roma in discesa su un solo pattino. "Un consiglio ai giovani? Il tempo non è denaro, ma vale molto di più, non sprecatelo. Io? Quando esco di casa chiamo subito l’ascensore e poi chiudo la porta. Ottimizzate il tempo, perché vola via"

Enrico

Enrico

Per accompagnarti nella lettura di questa intervista ti consiglio la canzone La ragazza con il cuore di latta, di Irama, contenuta nella playlist "Orgoglio Astigiano" su Spotify

 

Vivo in una relazione complicata con la matematica da quando facevo le elementari. Per non parlare del rapporto che ho con l'equilibrio, forse ancor peggiore. 

Come tutte le cose che non puoi permetterti di avere, la matematica mi ha sempre affascinato e, con lei, anche tutti coloro che sono riusciti a comprenderne l'essenza.

Sapete quelle persone che ne parlano con una naturalezza spiazzante, come se si fosse al bar a sorseggiare un caffè? Ecco, il dialogo con Enrico, Enrico Perano, ingegnere elettronico, pattinatore e insegnante, è andato proprio così.

Enrico, prima di parlare delle tue due più grandi passioni, parlami del tuo rapporto con l'Astigiano

È una bella domanda. Diciamo che mi sento cittadino del mondo. Sono spesso fuori Asti, ma con queste terre ho un buon rapporto. Fino a cinque anni fa ho insegnato al Castigliano e, con le scuole astigiane, ho un rapporto particolarmente sentito, forte. Le mie passioni mi hanno spinto anche a organizzare diverse tappe sportive nell'Astigiano, che sento casa, che è casa. Le colline astigiane offrono discese incredibili, che ho fatto per tanti anni, come a Santa Margherita di Costigliole, a Cossombrato, o a Villata vicino a Ferrere. Ricordo con affetto le persone che mi vedevano in discesa e uscivano dalle loro case per guardarmi o per chiedermi l'autografo.

Ecco ma... Parlami un po' della tua passione per la matematica

Ho scritto 26 libri di matematica ed elettronica. Ho tenuto importanti conferenze anche al polo Astiss circa metodi alternativi per apprendere la matematica. Spesso viene odiata, perché ci impongono un metodo. Quando si traduce dal latino all’italiano si deve andare a cercare verbo, soggetto ecc... Questa ricerca è la stesso passaggio mentale che si deve fare quando si ha davanti un circuito elettrico, è un allenamento. Lo studio del latino non è fine a se stesso. In queste conferenze ho insegnato anche a ragazzi del liceo Classico, che, in molti casi, sono stati i migliori, proprio per questo motivo.

Quindi, ogni funzione è diversa e, potenzialmente, richiederebbe un approccio diverso?

Esattamente, solo che si tende a non avere questa consapevolezza, perché ci insegnano un metodo standard, ripetitivo, che tendiamo ad applicare ovunque. Invece ai ragazzi dico sempre che la funzione è una ragazza a cui si fa la corte. Ogni donna è diversa, è unica e non c'è un approccio che valga per tutte.

Ecco, la tua passione per la matematica è chiara. Quando incontri, invece, i pattini?

Misi per la prima volta i pattini ai piedi il 22 febbraio 1995, giorno del mio compleanno grazie a un regalo ricevuto dalla mia fidanzata dell'epoca e da allora nacque in me una passione così grande da non farmeli più togliere. L’inizio fu veramente difficoltoso, per problemi di salute non avevo mai praticato sport prima, persino nei 5 anni di liceo ero stato esonerato da educazione fisica perché soffrivo di reumatismi nel sangue. Sempre nel ’95 mi capitò sotto mano un numero della rivista Sportinline che citava un luogo meraviglioso, mecca di tutti i pattinatori…”Losanna nell’alto dei cieli”. Lì andai a vedere che cosa facevano i grandi nello Style Slalom. Andai in Svizzera. 

E con quali consapevolezze hai fatto ritorno?

Pensai di cambiare passo a ogni coppia di bicchieri, in modo da creare nuove composizioni attraverso giochetti di matematica. Ad esempio quando certe figure ammettono la figura opposta, le rendo simmetriche.

Cosa si intende per Styleslalom?

Nel 2010 ho realizzato un libro, "Styleslalom: la matematica applicata al pattinaggio", che parla proprio di questo. Dai passi base di pattinaggio si possono creare centinaia di coreografie. Lo styleslalom è una disciplina sportiva che consiste nel compiere evoluzioni con i pattini ai piedi – i cosiddetti “passi” – in mezzo ad una ventina di piccoli ostacoli disposti a uguale distanza gli uni dagli altri. Ad ogni “passo" si possono assegnare delle proprietà matematiche quali la simmetria, la periodicità ecc. e associare un grafico che le rappresenti. Questi grafici possono poi essere cambiati tra di loro, ottenendo schemi più complessi da cui è possibile dedurre le coreografie dei passi corrispondenti. “Cogito, ergo pattino”: è l’incipit di questo libro che vuol essere un punto d’incontro tra la matematica e coloro che praticano sport a livello agonistico. Applicando i concetti di funzioni opposta e inversa, quelli di simmetria, antimetria, periodicità e il principio di dualità, si riescono a realizzare decine di passi a partire da un movimento base.

Questo tuo lavoro è stato presentato in convegni e conferenze?

Sì, nel 2019 l'ho presentato al Convegno internazionale di matematica e cultura e il mio intervento è stato inserito nel libro che Springer fa ogni anno di matematica. Al convegno erano stati invitati i migliori matematici da tutta Europa. Il mio intervento è stato scelto. Ad Aosta nel 2019 le matricole più meritevoli dell’università di Torino e del Politecnico avevano una settimana di ritiro con conferenze di matematica e attività sportive. Sono stato chiamato a fare lezioni, anche con dimostrazioni pratiche unite al pattinaggio. E, in ultimo, sono entrato a fare il Dottorato al Politecnico e ho trovato insegnanti che hanno studiato sui miei libri. Una soddisfazione immensa. Avevo quasi 60 anni quando sono entrato. Come tesi di Dottorato ho pensato ai miei studenti: ho fatto un corso di recupero online di teoria di circuiti. Rimarrà nel tempo, io andrò via, ma il mio lavoro resterà.

Parliamo dei tuoi record e iniziamo dall'ultimo che hai stabilito

A 58 anni ho stabilito un altro record toccando gli 85 km/h a Roma in discesa su un solo pattino. Nel novembre 1996 a Torino in via Roma affronto, procedendo all’indietro su una sola gamba, una fila di 100 bicchieri, con i centri distanti 30 cm l’uno dall'altro, in 36". Il primato però purtroppo non viene incluso tra i Guinness World Record, perché non costituiva il superamento di un record preesistente. Il record è stato comunque ripetuto in presenza nuovamente di cronometristi e di un giudice della federazione e quindi ritenuto valido. Nel 1998 raggiungo gli 80 km/h in discesa all'indietro su un piede solo e riesco a completare 20 coni, sempre con un piede solo, in avanti con 8 metri di rincorsa soltanto in un tempo di 2.48" misurato dal primo all’ultimo cono e all’indietro in 2.8". 

Cosa succede nel 1998?

Ho un grave incidente, durante una discesa in Val dfi Susa, a seguito del quale resto in coma per una settimana, ma riesco a ristabilirmi e a rimettermi in pista in tempi piuttosto brevi. Torno a vincere le gare di StyleSlalom l'anno successivo. 

E poi? Arriva anche DMAX per te?

Nel 2005 inizio la collaborazione con la Roxa, che porta allo sviluppo di un pattino signature: il Roxa Extreme. Nel 2006 mi stacco dal finestrino di una macchina in corsa ai 140 km/h, usando un pattino Roxa S4 a sole 4 ruote con 84mm di diametro. Nel 2008 perfeziono il record degli 80km/h su una gamba sola all'indietro, ripetendo l'impresa, ma senza calzare il pattino sinistro. Il record viene ripetuto più volte, nel 2013 e 2014, a Palombara Sabina (Roma), superando abbondantemente la soglia degli 80 km/h, e nelle vicinanze di Asti. Nel 2011, mi stacco sull'erba dall'ala di un aereo ultraleggero, al momento del decollo, a circa 110 kilometri orari, e nel 2013 percorro l’intero tunnel di Ceresole Reale, lungo 3,5 km, all’indietro su un solo pattino, sfiorando gli 85 km/h. Il 18 novembre 2018 la troupe televisiva del canale DMAX viene da Londra appositamente ad Asti per intervistarmi e riprendere una mia performance. 

E tu, chiami l'ascensore prima di chiudere casa?

Cosa consigli ai ragazzi giovani?

Per prima cosa il tempo non è denaro, ma vale molto di più, per cui non bisogna sprecarlo. Il denaro non dà la felicità, la conoscenza non la ottieni. Ho iniziato a 35 anni a pattinare. Non sono stato bravo, sono stato fortunato: ognuno di noi è bravo in qualcosa, ma bisogna scoprirlo in tempo. Sta proprio lì la fortuna.

E come si fa a non sprecarlo questo tempo?

Ti faccio un esempio, che credo dica molto di me. Quando esco di casa chiamo subito l’ascensore e poi chiudo la porta. Ottimizzate il tempo, perché vola via.

Un bicchiere d'acqua e la vita che scorre. Hai dato tempo a chi non ne aveva più?

Quando Enrico mi dice questa cosa penso che abbia davvero ragione. Quanto tempo sprechiamo ogni giorno? Dal tempo regalato a persone che non lo meritano a quello che crediamo di impiegare al meglio quando invece ci stiamo solo perdendo in un bicchiere d'acqua. Anche io perdo troppo tempo e più lui passa e più capisco che devo fare qualcosa. Sento scorrermi la vita tra le mani e dalle mani. Le giornate sono fatte di 24 ore eppure ne vorrei almeno 48. Ma tutto questo lo capisci quando perdi una persona a te cara. Ti chiedi se le hai dedicato abbastanza tempo. A lei che, di tempo, non ne aveva più. 

Chi è Enrico

Enrico, che oggi ha 63 anni, termina il corso di studi in Ingegneria Elettronica, presso il Politecnico di Torino, a 23 anni, laureandosi con 110 e lode e, dopo aver superato l'esame di abilitazione per la professione, si iscrive all'Albo degli Ingegneri di Asti. Dopo un'esperienza in Fiat, si dedica all'insegnamento in diversi Istituti superiori e all'Università di Parma, coltivando, in particolare, la sua grande passione: la matematica pplicata. Scrive, inoltre, molti libri sia di Matematica sia di Fisica, Elettrotecnica ed Elettronica, per le scuole superiori e la Facoltà di Ingegneria. Nel 2019 inizia il Dottorato di ricerca al Politecnico di Torino continuando a scrivere libri, articoli e svolgendo attività di Docenza di Analisi matematica II nei corsi di Ingegneria del Cinema e Meccanica.

La Inline Perano

Nel 2013 crea la Società di Pattinaggio A.S.D di Style e downhill, con cui organizza cinque campionati Italiani Downhill, uno a Cisterna d'Asti per la Fitel nel 2012, quattro per la FISR dei quali due a Cisterna d'Asti nel 2013 e nel 2014, due a Sant'Ambrogio di Valpolicella (VR) nel 2015 e 2016. Organizza anche sette tappe di coppa del mondo IIDA, delle quali quattro a Cisterna d'Asti e due a Sant'Ambrogio di Valpolicella lungo le stesse strade, due a Isola Villa (Asti). La tappa del 2015 a Cisterna d'Asti viene anche scelta come Campionato mondiale. In concomitanza alle quattro manifestazioni che si tengono a Cisterna d’Asti nel 2012, 2013, 2014 e 2015, organizza anche una gara di frenate in discesa, unica nel suo genere, all'ultima delle quali decide di partecipare (dopo 15 anni di inattività agonistica), classificandosi al secondo posto.

Il videosaluto ai lettori della voce di Asti

Elisabetta Testa


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Orgoglio Astigiano è un progetto che vuole portare alla luce storie di vita e di talenti del territorio, che trova il suo spazio nella rubrica settimanale “Storie di Orgoglio Astigiano”, a cura della giornalista Elisabetta Testa.

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
Requisiti richiesti? Bisogna lasciarsi andare. Più che farti intervistare, ti devi guardare dentro. Senza aver paura di raccontarmi ciò che ci troverai...

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