Economia e lavoro | 29 agosto 2025, 07:10

Dazi Usa-Ue al 15%, la Cia denuncia i rischi

Il mercato verso gli Stati Uniti, da 7,8 miliardi, è esposto a perdite soprattutto nel vino. Timori per occupazione e competitività del Made in Italy

In foto: il presidente nazionale Cia Cristiano Fini

In foto: il presidente nazionale Cia Cristiano Fini

“L'accordo Usa-Ue sui dazi al 15%, annunciato nella dichiarazione congiunta, sembra sempre più una resa, con un grande sacrificio dell’agroalimentare”, scrive Cia-Agricoltori Italiani, sottolineando i rischi dell’export agroalimentare verso gli Stati Uniti.

Secondo la Confederazione, un mercato che l’anno scorso valeva 7,8 miliardi di euro, oggi è esposto a possibili perdite in settori chiave come il vitivinicolo, senza però aver ottenuto nulla in cambio. La paura è che, oltre al danno che potrebbe subire l’intero indotto del settore, ci possano essere gravi ripercussioni sulla sfera occupazionale.

“Oltre all’attuale chiusura politica sul vino si dovrà monitorare con attenzione l’apertura agevolata a importazioni agricole Usa a prescindere dalla reciprocità delle regole commerciali che rappresenta la linea di confine invalicabile", dichiara il presidente nazionale Cia Cristiano Fini.

Secondo Cia, il pericolo concreto di un calo dell’export è molto alto, con danni a comparti strategici e un aumento dei costi per le imprese italiane, che tenderanno a perdere margini di profitto oppure a dover trasferire parte di questi costi sui consumatori, rischiando di ridurre la domanda nel mercato Usa. Inoltre, “l’effetto combinato di dazi e fluttuazioni del cambio euro-dollaro - continua la Cia - non potrà che aggravare l’impatto delle misure doganali, traducendosi in costi aggiuntivi reali per le aziende nazionali e rendendo complessivamente meno competitivo il Made in Italy”.

Redazione

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Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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