La sala polivalente di Refrancore (via Cavour 10) si prepara ad accogliere un appuntamento che fa della delicatezza la sua forza. Venerdì 30 gennaio alle 17 verrà presentato "Fragili Rami", il romanzo firmato da Daniela Boarino e Piera Sellaro, un'opera che esplora le zone più intime dell'animo umano attraverso una narrazione discreta ma profonda. A condurre l'incontro sarà Luisella Novelli. L'ingresso è libero.
"Fragili Rami" è un romanzo intenso e introspettivo, che si muove tra fragilità personali, legami familiari e affettivi, ferite interiori che lasciano segni duraturi e possibilità di rinascita. Una storia che non cerca scorciatoie emotive, ma accompagna il lettore dentro percorsi di consapevolezza, caduta e resilienza, senza mai perdere il contatto con la realtà.
Una metafora che attraversa la narrazione
Il titolo richiama un'immagine semplice e potente: rami sottili, apparentemente vulnerabili, esposti al vento e alle intemperie. È una metafora che attraversa tutto il romanzo e che parla di persone che, pur segnate dalle difficoltà della vita, trovano il modo di resistere, adattarsi e trasformarsi. La fragilità emerge non come limite, ma come condizione umana da cui può nascere una forza inattesa.
La narrazione alterna momenti di profonda introspezione psicologica a frammenti di vita quotidiana, costruendo un racconto intimo fatto di silenzi, domande e relazioni. Lo stile è sobrio, misurato, attento all'interiorità dei protagonisti e alle dinamiche emotive che li attraversano.
Un momento di cultura e comunità
Durante la presentazione le autrici dialogheranno sul senso del romanzo, sulle tematiche che lo animano e sul percorso che ha portato alla sua scrittura, offrendo al pubblico uno spazio di confronto e condivisione. Un'occasione per avvicinarsi a una storia che parla di fragilità, ma soprattutto di umanità.
L'incontro, organizzato dall'Associazione Massimo Quaglino insieme al comune e alla biblioteca di Refrancore, si inserisce come un momento in cui le parole diventano occasione di incontro e di ascolto, e la letteratura si fa strumento per leggere e forse comprendere meglio le nostre vite.










