Un nuovo episodio di violenza scuote il sistema penitenziario piemontese. Nel pomeriggio di ieri, 31 marzo, intorno alle ore 16.30, il carcere di Asti è stato teatro di un’aggressione ai danni di un ispettore di servizio. L’aggressore è un detenuto italiano classificato come "alta Sicurezza", attualmente ristretto nel reparto isolamento e sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario.
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio sarebbe scaturito da un malinteso nato al termine di una videochiamata. Il detenuto, sostenendo di essersi sentito deriso, ha reagito sferrando un violento schiaffo al volto del poliziotto. L’urto ha causato la rottura degli occhiali dell’ispettore, che ha dovuto interrompere il servizio per ricevere assistenza medica. Trasportato al Pronto Soccorso, i sanitari gli hanno diagnosticato lesioni guaribili in tre giorni.
Sull'accaduto è intervenuto Leo Beneduci, rappresentante sindacale dell'Osapp, che ha evidenziato la criticità della situazione regionale: "Le aggressioni siano in forte aumento negli istituti del Piemonte. Il carcere di Asti ne è l’ennesima riprova, dopo quanto già registrato a Torino. La situazione sta diventando sempre più difficile, anche a causa di una gravissima carenza di organico e di una popolazione detenuta sempre più problematica e violenta", ha dichiarato.
L'evento riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza all'interno dei penitenziari italiani. Il sindacato sottolinea come la gestione di detenuti sottoposti a regimi particolari, unita alla scarsità di personale, stia rendendo il lavoro della Polizia Penitenziaria sempre più complesso e rischioso, richiedendo interventi urgenti per garantire l'incolumità di chi opera nelle strutture.










