C’è un filo sottile ma tenace che unisce Asti a Bra, e passa attraverso lo sguardo, il segno, la costruzione di un’immagine capace di raccontare un evento prima ancora che questo venga attraversato dal pubblico.
A tenderlo, questa volta, sono due giovani sorelle astigiane, Lucrezia e Beatrice Rissone, che firmano la comunicazione visiva della terza edizione della mostra d’arte contemporanea "Dreaming in Art – Viaggio nei multiversi dell’arte di Langhe e Roero", inaugurata il 10 aprile negli spazi di Palazzo Mathis.
Per le due designer si tratta di una nuova tappa in un percorso che sta prendendo forma con coerenza e personalità. Dopo aver curato la comunicazione visiva della mostra dedicata a Gustav Klimt, "Segno e visione", tornano infatti a distinguersi all’interno del panorama culturale piemontese, consolidando una cifra espressiva che intreccia sensibilità estetica e progettazione.
Un percorso che parte da Asti
Originarie di Asti ed ex studentesse del liceo artistico B. Alfieri, Lucrezia e Beatrice Rissone stanno oggi costruendo il proprio cammino formativo all’Accademia di Belle Arti di Cuneo. È lì che stanno affinando strumenti, linguaggi e visioni nel campo della comunicazione visiva applicata agli eventi culturali, un ambito in cui l’impatto grafico diventa parte integrante dell’esperienza artistica.
Il loro lavoro non si limita a corredare una mostra, ma contribuisce a definirne il tono, l’identità, la riconoscibilità. In questo senso, il progetto realizzato per Bra restituisce bene la misura di una crescita professionale che conserva un legame nitido con la città d’origine e con il territorio da cui le due giovani provengono.
Una mostra tra arte e territorio
L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Dreaming In Art con il patrocinio della Regione Piemonte e di numerosi enti del territorio. Anche questo elemento rafforza il valore del progetto, che si inserisce in una trama più ampia, fatta di relazioni culturali, sostegno istituzionale e attenzione verso i nuovi linguaggi dell’arte contemporanea.
La mostra resterà visitabile fino al 26 aprile, offrendo al pubblico non soltanto un itinerario tra opere e visioni, ma anche l’occasione di osservare come la qualità della comunicazione possa diventare parte viva del racconto espositivo.
Talento giovane e identità visiva
Per Lucrezia e Beatrice Rissone, questa esperienza rappresenta un ulteriore passo in avanti in un percorso già avviato e sempre più riconoscibile. Il loro nome comincia a emergere con naturalezza in un settore in cui competenza tecnica, gusto visivo e capacità narrativa devono convivere in equilibrio.
Ed è forse proprio qui che si coglie l’aspetto più interessante della loro traiettoria: la capacità di dare forma a un’immagine che non sia soltanto decorazione, ma linguaggio. Un linguaggio giovane, colto, contemporaneo, che da Asti continua ad aprirsi spazio ben oltre i confini cittadini.











