Le celebrazioni per l'anniversario della Liberazione si arricchiscono di una pagina di profonda commozione nel ricordo di chi, per la libertà, ha sacrificato tutto. Il Comando provinciale della guardia di finanza di Asti ha scelto la giornata di venerdì 24 aprile per onorare la figura di Attilio Martinetto, insignito della Medaglia d'oro al valore.
La breve ma intensa cerimonia si è svolta nel giardino di piazza Castello a Castell'Alfero, il paese che diede i natali al militare il 1 febbraio 1922. Proprio qui, davanti alla targa che ne ricorda il martirio, si è tenuto il momento di raccoglimento.
Una corona d'alloro per non dimenticare
La deposizione della corona è stata curata dalla sezione astigiana dell'Associazione nazionale finanzieri d'Italia, con l'intento di perpetuare la memoria di una vita spezzata tragicamente a Cuneo il 25 aprile 1945, nello stesso giorno in cui il Paese si liberava dall'oppressione nazifascista.
Alla commemorazione hanno preso parte il comandante provinciale di Asti, affiancato da una rappresentanza di ufficiali e militari, sia in servizio che in congedo. Accanto a loro, in un momento di grande commozione, erano presenti Anna e Irene Martinetto, nipoti del caduto, insieme al sindaco di Castell'Alfero e alle delegazioni del Gruppo Alpini locale e dell'Associazione Combattentistiche e Reduci.
Il coraggio di un eroe partigiano
Il sacrificio di Attilio Martinetto rappresenta un monito e un esempio per le nuove generazioni. Le motivazioni dell'onorificenza, conferita con decreto presidenziale nel 2007, tratteggiano la figura di un uomo dal coraggio straordinario.
I promotori dell'iniziativa hanno voluto ricordare le parole ufficiali: "Giovane e ardente finanziere, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, aderiva alla resistenza, aggregandosi ad una divisione partigiana che lo incaricava di svolgere delicate e pericolose azioni informative".
Il suo contributo fu determinante per le forze di liberazione. "In tale veste forniva preziose informazioni che consentirono di evitare la cattura di numerosi partigiani, riuscendo a far pervenire ai comandi partigiani il piano dettagliato per l'attacco alla città di Alba", si legge nel ricordo delle fiamme gialle.
La scelta estrema per amore
Il destino del finanziere si compì in modo eroico. Dopo essere stato catturato dai fascisti, era riuscito a fuggire, ma prese una decisione drammatica per proteggere la sua famiglia. Dalla nota del Comando si evince il culmine del suo sacrificio: "Si riconsegnava ai suoi carnefici per ottenere la liberazione della sua giovane sposa, presa in ostaggio".
L'epilogo è una storia impressa nella memoria collettiva: "Dopo interminabili sevizie, veniva fucilato assieme ad altri compagni nel giorno della liberazione dando esempio di luminoso spirito di sacrificio, eccezionale senso del dovere, prorompente anelito alla libertà ed eroico sprezzo della morte".
Un eroe del territorio che, a distanza di decenni, continua a insegnare il valore inestimabile dei principi democratici sanciti dalla Costituzione.












