La scena è un classico delle serate di metà settimana: il bar del quartiere o il pub affollato di tifosi, tutti con gli occhi incollati al maxischermo per godersi le gesta della propria squadra del cuore in Champions League. Tra una birra e un commento tecnico, però, si nasconde spesso un segreto illecito: l'abbonamento che permette la visione della partita potrebbe non essere del tutto regolare.
È proprio per scovare i cosiddetti "furbetti dello streaming" che il Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza ha lanciato in questi giorni una massiccia operazione a livello nazionale, battezzata non a caso "Action day", puntando i fari proprio sugli esercizi commerciali che trasmettono le sfide europee.
Non solo diritti d'autore, nel mirino anche il fisco
Le fiamme gialle, in collaborazione con i comandi provinciali sparsi su tutto il territorio, hanno deciso di alzare il livello di attenzione in concomitanza con i momenti clou della stagione calcistica. L'obiettivo principale è contrastare la dilagante pirateria audiovisiva, ma l'attività ispettiva non si ferma al semplice controllo del decoder.
I blitz nei locali pubblici si trasformano infatti in un vero e proprio "esame ai raggi X" dell'attività. Oltre a verificare la lecita diffusione dei contenuti protetti dal diritto d'autore, i finanzieri stanno approfittando di questi accessi mirati per controllare a cascata anche vari aspetti di natura puramente amministrativa e tributaria.
Il danno (occulto) all'economia sana
Ma perché tanto accanimento contro quello che molti considerano un peccato veniale? La Guardia di Finanza spiega chiaramente il motivo: trasmettere una partita "a scrocco" non è solo una palese violazione della proprietà intellettuale, ma si traduce in una spietata forma di concorrenza sleale.
Il ragionamento è semplice: il barista che decide di non pagare il costoso (ma regolare) abbonamento business per i locali pubblici, affidandosi al "pezzotto" o a piattaforme illegali, gode di un vantaggio economico ingiusto rispetto al collega della via accanto che invece rispetta le regole e paga profumatamente i diritti tv. Questo comportamento, avvertono le fiamme gialle, finisce per danneggiare l'intero sistema economico e l'industria dell'intrattenimento, con ripercussioni negative che si abbattono anche sui lavoratori dell'indotto.
Per chi sperava in un fuoco di paglia, le notizie non sono buone. I finanzieri hanno già annunciato che gli "Action day" a sorpresa nei pub e nei ristoranti proseguiranno senza sosta anche nelle prossime settimane, in concomitanza con i nuovi eventi sportivi ad accesso condizionato.










