Attualità | 25 aprile 2026, 06:20

Ottant'anni di libertà: il 25 aprile ad Asti e in provincia tra cerimonie, cortei e spettacoli

Dalla messa al Cimitero cittadino al corteo di corso Alfieri, dagli spettacoli teatrali di Canelli e Cortemilia alle cerimonie di Nizza e San Damiano: un territorio intero celebra la Liberazione

Le celebrazioni dello scorso anno (MerfePhoto)

Le celebrazioni dello scorso anno (MerfePhoto)

Oggi, sabato 25 aprile 2026, l'Italia si ferma per celebrare un anniversario che quest'anno porta con sé un peso ancora più straordinario del solito. Non si tratta soltanto dell'ottantunesimo anno dalla fine dell'occupazione nazifascista, ma di un traguardo che intreccia due ricorrenze fondamentali: gli ottant'anni della Repubblica e gli ottant'anni dal primo voto delle donne italiane. Un intreccio di libertà conquistate con il sangue e il coraggio di uomini e donne che non avevano nulla di eroico nell'aspetto, ma tutto nell'anima.

Il Piemonte sa bene cosa significhi quella data. Forse meglio di qualsiasi altra regione d'Italia. Queste colline, queste valli, questi boschi che oggi ospitiamo come sfondo di passeggiate e sagre paesane, furono per anni teatro di una guerra silenziosa e feroce. Fu proprio tra i monti della Valle di Susa, le Langhe, il Monferrato e le valli alpine cuneesi che la Resistenza italiana trovò alcuni dei suoi momenti più alti e più drammatici. Bande partigiane che vivevano di notte, di freddo e di solidarietà contadina. Rastrellamenti brutali. Fucilazioni all'alba. E una tenacia collettiva che alla fine, nell'aprile del 1945, piegò l'occupante.

Asti e la sua provincia hanno pagato un prezzo altissimo in quella stagione. Il ricordo del comandante Perez, dei Martiri del Falchetto, dei giovani operai della Way Assauto che scelsero la fabbrica come trincea di resistenza civile, di Marisa Ombra che alla lotta partigiana unì la battaglia per i diritti delle donne: sono nomi e volti che non appartengono solo ai libri di storia, ma al DNA profondo di questa comunità. Una comunità che oggi, come ogni anno, scende in piazza non per celebrare una vittoria lontana, ma per riaffermare un patto con sé stessa. Un patto che si rinnova ogni volta che si canta Bella ciao sotto i portici di corso Alfieri, ogni volta che si depone un fiore su un cippo dimenticato ai margini di una strada di campagna, ogni volta che si racconta a un ragazzo cosa accadde davvero in questi luoghi.

Quest'anno, in un'Europa che torna a fare i conti con i fantasmi del nazionalismo e dell'autoritarismo, quella promessa ha un sapore ancora più urgente. Ad Asti e in tutta la provincia, la giornata si declina in un calendario fitto di cerimonie, cortei, spettacoli e momenti di raccoglimento collettivo.

Le celebrazioni nel cuore di Asti

La giornata astigiana prende il via alle 8.45 al Cimitero cittadino in viale Don Bianco, dove il vescovo monsignor Marco Prastaro celebrerà la Santa Messa al Sacrario dei Caduti per la Liberazione. La comunità renderà omaggio alla tomba di Francesco Rosso, il comandante partigiano "Perez", primo presidente dell'Anpi di Asti.

Alle 9.45 il percorso della memoria si sposterà al Bosco dei Partigiani e alla scalinata dedicata a Marisa Ombra, partigiana e simbolo dell'emancipazione femminile italiana. Si deporranno fiori alla stele della Resistenza, in un momento di raccoglimento per una donna che ha contribuito a cambiare per sempre questo Paese.

Alle 10.30 toccherà ai Giardini Pubblici, con un omaggio al Cippo dei Partigiani e un pensiero dedicato a Oddino Bo.

Il momento più atteso è il Corteo della Liberazione, che partirà alle 10.45 da viale alla Vittoria per raggiungere piazza Primo Maggio, dove verranno deposti i fiori al Monumento ai Caduti. Il corteo percorrerà poi corso Alfieri e via Gobetti fino a piazza San Secondo, dove alle 11.15 saliranno sul palco  Filippo Guttadauro presidente della sezione Anpi "Fratelli Olivero", il sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero e il presidente del Comitato provinciale Anpi Mario Renosio, che terrà l'orazione ufficiale. Gli intermezzi musicali saranno affidati al gruppo Grattagatto, mentre le studentesse dell'Istituto Monti cureranno le letture. La mattinata si chiuderà con il tradizionale brindisi partigiano.

In caso di pioggia, la fase conclusiva si terrà sotto i portici della Provincia in piazza Alfieri.

A Canelli e dintorni una giornata intensa

Canelli offre oggi un calendario ricchissimo. Alle 10 il municipio apre le sue porte ai cittadini con visite guidate ogni quarto d'ora, e sarà inaugurata la mostra "Le donne al voto per la prima volta", visitabile fino al 15 maggio. Alle 11.15 cerimonia ufficiale al Monumento dei Caduti in piazza della Repubblica.

Nel pomeriggio, alle 15, torna la Passeggiata Partigiana dal Monumento ai Caduti dei Caffi, sul confine tra Canelli e Cassinasco, fino al Cippo del Falchetto a Santo Stefano Belbo, con canti e letture dall'opera "La valigia di zia Elsa" di Patrizia Monzeglio.

In serata, alle 21 al Teatro Balbo, andrà in scena "L'eterno partigiano – Frammenti per un'epica della liberazione": apertura musicale del cantautore Mauro Carrero, reading di Caterina Zamboni Russia e le esecuzioni della Vivaldi Jazz Ensemble del Conservatorio di Alessandria.

A Nizza Monferrato, San Damiano e Cortemilia

A Nizza Monferrato il ritrovo è fissato alle 10 in piazza Martiri di Alessandria, con deposizione di corone al Monumento dei Caduti e alle lapidi commemorative in città e al cimitero.

A San Damiano d'Asti la giornata inizia alle 9.50 con il ritrovo in piazza Santi Cosma e Damiano, Santa Messa alle 10, quindi corteo lungo via Roma con la banda municipale Alfiera, alzabandiera e deposizione floreale al Monumento dei Caduti alle 11.15.

La libertà non è un'eredità. È una scelta quotidiana

Ottant'anni fa, uomini e donne come noi decisero da che parte stare. Lo fecero sapendo il rischio, spesso il prezzo, che avrebbero pagato. Le piazze che oggi riempiamo con i cortei, i fiori che posiamo sui cippi, le canzoni partigiane che cantiamo: tutto questo non è nostalgia. È un atto di coscienza.

In un'epoca in cui le democrazie mostrano crepe e i valori fondanti della Costituzione vengono messi in discussione, celebrare il 25 aprile con partecipazione autentica è il gesto più semplice e più potente che possiamo fare. Per chi non c'è più. E per chi verrà dopo di noi.

Buon 25 aprile.

Betty Martinelli

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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