Attualità | 02 maggio 2026, 22:14

Ecco i Palii 2026, opera di Marco Aru [FOTO E VIDEO]

Emozionante come sempre la prima uscita delle due opere: una con la passamaneria dorata (palio per la corsa) e l'altra con passamaneria argento (palio per l'offerta alla Collegiata)

Il Palio per la Collegiata (San Secondo a piedi) e quello per la corsa (San Secondo a cavallo) - Merphefoto

Il Palio per la Collegiata (San Secondo a piedi) e quello per la corsa (San Secondo a cavallo) - Merphefoto

All’arrivo del corteo storico che accompagna la Stima del Palio, hanno fatto la loro comparsa in piazza San Secondo, come da tradizione, i due sendalli del Palio 2026. Quest’anno, il maestro del Palio è Marco Aru, che ha realizzato i drappi con grande maestria e passione.

Ricordiamo che i due drappi del Palio 2026 hanno caratteristiche distintive: quello con la passamaneria dorata sarà l’ambito premio del vincitore della corsa, che si terrà domenica 6 settembre, mentre l’altro, con la passamaneria argentata, sarà protagonista il prossimo martedì, 5 maggio, durante la festa di San Secondo, quando verrà offerto dal sindaco alla Collegiata di San Secondo, nell’ambito dell’antico rituale della “Messa del Burdel”.

Un Palio che guarda ai grandi maestri del Rinascimento 

Nelle sue dichiarazioni, il Maestro aveva sottolineato come il suo lavoro nasca da una profonda "ricerca antica" sui materiali, ispirandosi a trattati storici come quelli di Cennino Cennini e Giorgio Vasari. Questo studio quasi "alchimistico" lo ha portato ad adottare tecniche del Rinascimento che oggi sono raramente utilizzate, poiché l’arte moderna spesso tende a privilegiare l’ego dell’artista rispetto al dialogo con l’osservatore.

Per Marco, dipingere il Palio non è un esercizio di stile solitario. Egli interpreta il compito ricevuto come una missione collettiva: "La commissione è molto importante oggi perché fa sì che l’artista riesca a personificarsi in un desiderio che può essere comune, un desiderio di pubblico". L'artista rifiuta l'idea di un'arte chiusa nelle gallerie per pochi addetti ai lavori; al contrario, vede nella piazza e nel contatto diretto con la gente la vera forza della sua opera.

Uno dei passaggi più significativi del suo intervento riguarda la perdita della capacità visiva nella società moderna. Citando l'invenzione del "cangiante" da parte dei maestri medievali (come Masaccio e Masolino), Marco ha spiegato che la pittura nasceva per insegnare alle persone a guardare oltre la luce naturale. "Abbiamo un pochino perso gli occhi", ha ammonito il Maestro, auspicando che i suoi due drappi — quello per la Collegiata e quello per la corsa, profondamente differenti tra loro — possano favorire una "rinascita del valore di guardare e di vedere cosa si sta guardando".

Il momento dell’uscita dei due sendalli, sempre emozionante e atteso dai rispettivi popoli dei borghi, rioni e comuni, segna l’inizio delle celebrazioni ufficiali del Palio, un evento che si rinnova ogni anno, mantenendo viva la tradizione e l’entusiasmo di tutta la comunità astigiana.

 A seguire, si procede alla cerimonia della stima, durante la quale i due palii dimostrano di essere “della bontà e qualità solite".

Alessandro Franco

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Elisabetta Testa

Da giovane giornalista creativa, scrivo di persone dalle storie incredibili, che hanno Asti nel cuore, che ne conservano un dolce ricordo, che qui ci hanno messo radici e che, orgogliosamente, fanno conoscere la nostra città in altre terre.
Orgoglio Astigiano è la storia di un salto, personale e professionale; è un invito a riscoprire se stessi attraverso le testimonianze di chi ce l'ha fatta.
Orgoglio Astigiano per me è sinonimo di scelta: la mia e quella degli altri.
Per questo ho voluto scrivere in prima persona ogni articolo della rubrica, convinta di riuscire a portare anche te nel mio mondo.
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