Un viaggio tra storia, arte, scienza e territorio. È quello proposto dalla mostra fotografica “Rappresentare l’universo. I globi terrestri e celesti di Padre Pietro Maria da Vinchio”, che sarà inaugurata venerdì 21 agosto alle 18.30 nella Confraternita della Trinità di Vinchio.
A inaugurare l’esposizione saranno il sindaco Chiara Zogo e il parroco don Bruno Roggero. La sede scelta non è casuale: la Confraternita della Trinità era infatti la Chiesa dei Capuccini frequentata da Pietro Maria durante l’infanzia.
La mostra racconta la figura del frate francescano Pietro Maria da Vinchio, originario del paese e morto nel 1754, attraverso la riproduzione dei mappamondi terrestri e celesti da lui realizzati nel Convento di Santa Maria del Tempio tra il 1739 e il 1751.
I globi rappresentano una testimonianza preziosa delle conoscenze scientifiche e cartografiche dell’epoca, ma anche delle capacità artistiche del frate. Realizzati e disegnati a mano, riproducono i continenti allora conosciuti e le costellazioni celesti, accompagnate da riferimenti alla mitologia. Nei cartigli delle opere, il frate si firmava sempre “Pietro Maria da Vinchio”.
L’esposizione arriva a Vinchio dopo essere stata presentata al Museo Diocesano di Asti e successivamente nelle sale storiche della Biblioteca civica di Alessandria. Gli studi dedicati alle opere del frate sono stati inoltre pubblicati nel numero 42 della rivista Culture dell’Associazione culturale Davide Lajolo.
Ad arricchire il percorso ci sarà anche il video dedicato ai mappamondi realizzato da Lucio Laugelli. Sarà inoltre possibile ascoltare alcuni brani musicali eseguiti da Felice Reggio nel concerto “Barock – Viaggio musicale nei secoli”, andato in scena lo scorso novembre nella Chiesa di San Martino di Asti, in occasione della precedente esposizione.
Due mostre fotografiche dedicate a Davide Lajolo
La Confraternita della Trinità ospiterà anche altre due esposizioni fotografiche legate alla figura e all’opera di Davide Lajolo.
La prima è “I luoghi sentimentali di Davide Lajolo”, curata dal fotografo Giulio Morra. Da appassionato lettore delle opere dello scrittore, Morra ha cercato di restituire attraverso la fotografia il sentimento della campagna raccontata da Lajolo. Le immagini, realizzate in bianco e nero, puntano così a esaltare la poesia e l’intensità del paesaggio.
La seconda è “Il Palpito della Terra”, una narrazione fotografica curata da Fabienne Vigna e Luciano Ghione, che attraverso le immagini interpreta alcuni brani letterari di Lajolo dedicati alle stagioni e al rapporto tra l’uomo e la terra.
Un doppio omaggio, dunque, alla cultura e al paesaggio di Vinchio, attraverso le parole di uno dei suoi autori più rappresentativi e le immagini di chi ne ha saputo interpretare l’universo letterario.
La mostra sarà visitabile sabato dalle 17 alle 20 e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. L’ingresso è gratuito.










