Un folto pubblico ha partecipato nel pomeriggio di venerdì, nel suggestivo giardino del Tennis Club “Alle Mura” di Asti, al convegno organizzato da Associazione Europa Duemila, Biblioteca Astense Giorgio Faletti, Ethica e Rotary Club Asti in onore dei quarantacinque anni del romanzo “I giorni del mondo” di Guido Artom. Nel 1981 l'opera si classificò seconda al Premio Strega, vinto quell’anno da Umberto Eco con “Il nome della Rosa”.
Un viaggio nella memoria e nella storia astigiana
Assente per un improvviso impedimento la direttrice della biblioteca Alessia Conti, Alessandro Artom, figlio di Guido, Donatella Gnetti e Luigi Florio si sono avvicendati nel rievocare rispettivamente la figura dell’autore del romanzo, il contenuto del libro e l’anticipazione che dello stesso l’autore fece in un’intervista rilasciata nel 1979 alla storica testata astigiana “Il Cittadino”. Donatella Gnetti ha inoltre letto il contributo di Alessia Conti, relativo alle dinamiche dell’edizione del Premio Strega.

Ne è uscito il ritratto di un grande personaggio, Guido Artom, intellettuale cosmopolita in perenne attività tra Europa e Stati Uniti, ma con radici e cuore ben stabili ad Asti, e di un libro, “I giorni del mondo”, che l’autore ha voluto regalare alla sua terra quale lascito della sua intensa esistenza. Si tratta di un avvincente romanzo ambientato nella Asti ottocentesca, nel quale l’epopea che ha portato all’Unità d’Italia è raccontata attraverso le vicende della comunità ebraica astigiana, che diede al Risorgimento uno dei suoi artefici principali, Isacco Artom, prozio di Guido, che fu segretario e consigliere di Cavour, poi ambasciatore, segretario generale del Ministero degli Esteri, infine primo senatore ebreo del Regno d’Italia.
L'annuncio della Biblioteca Astense
Al termine dell’incontro Roberta Bellesini, presidente della Biblioteca Astense Giorgio Faletti, ha annunciato la decisione di acquistare due copie de “I giorni del mondo” per ogni scuola superiore astigiana. Perché un testo così istruttivo e coinvolgente – ha detto – non può non essere conosciuto dai giovani astigiani.












