“Finalmente, dopo settimane e settimane di ipotesi, scenari e anticipazioni, la Fondazione ha indicato, all’unanimità, i nomi di coloro che siederanno nel CdA della Cassa di Risparmio del territorio”, scrive il commissario provinciale UDC Franco Ingrasci, tornando sui prossimi cambiamenti all’interno del consiglio di amministrazione: l’arrivo di un nuovo presidente e di un nuovo amministratore delegato.
La banca, che oggi conta circa 200 filiali e oltre 80 punti vendita riconducibili a Pitagora SpA, rappresenta una struttura di peso nel sistema del credito locale, con circa duemila dipendenti e 19 miliardi di euro di attività finanziarie intermediate. Dati che, secondo Ingrasci contribuiscono a spiegare la tensione degli ultimi mesi, alimentata dalle ipotesi relative a una possibile cessione di parte delle quote detenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti: “La classe politica, e si immagina anche quella economica e imprenditoriale, si è confrontata e si confronterà sul futuro di un istituto fondato nel 1842, quando non esisteva ancora lo Stato italiano - prosegue Ingrasci - Forse le azioni della Fondazione verranno vendute, forse no. Il “cuore” suggerirebbe di no, per non perdere lo status di banca del territorio. La “testa”, ovvero la capacità di assumere decisioni nell’esclusivo interesse dei clienti, dei dipendenti, delle migliaia di azionisti e degli astigiani, consiglia invece cautela”.
Ingrasci ha sottolineato anche come la possibile nomina di Maurizio Rasero a presidente rappresenterebbe una garanzia: “Prima ancora di essere una nomina tecnica è un giuramento di lealtà verso i suoi concittadini e il suo territorio. Va da sé che mette in gioco la propria credibilità politica nella difesa di Asti e dei suoi risparmiatori. Resta un impegno che prevale su tutti: rilanciare il valore alle azioni di chi ha creduto nella Cassa di Risparmio. Senza alibi. Senza scorciatoie. Senza tradire questa terra”.










