Un monumento "prigioniero" dietro i cancelli di una fabbrica che, per gran parte, non esiste più. Il cippo della Way-Assauto, che dal dopoguerra onora i lavoratori caduti per la libertà e i protagonisti degli scioperi del 1943, oggi soffre l'esilio della proprietà privata e l'incuria del tempo. Per questo le sigle sindacali Cgil, Fim Cisl e Uilm e l'Anpi Asti hanno presentato una proposta progettuale per restituire l'opera alla comunità astigiana, spostandola dal cortile interno al parcheggio pubblico adiacente, proprio davanti allo storico Circolo della fabbrica.
La questione è tanto logistica quanto politica. Attualmente, onorare quei morti significa chiedere il permesso, farsi aprire cancelli e fare i conti con le sterpaglie. "Speriamo che il sindaco si faccia interprete di questa necessità parlando con la proprietà cinese, visto che il parcheggio non è ancora comunale", hanno affermato i promotori, chiarendo che l'obiettivo è trasformare un'area di sosta anonima in una piazza della memoria. L'idea è quella di un monumento sempre visibile, un presidio di storia operaia che non debba attendere il 25 aprile per essere degnato di uno sguardo.

Il piano tecnico, è ambizioso ma concreto. Non si tratta di spostare un blocco di cemento ormai logoro, ma di salvare l'anima dell'opera: i fregi originali e le lapidi in bronzo. La proposta prevede di incastonare questi elementi in una nuova struttura a forma di ruota dentata, simbolo del lavoro e motore della Repubblica, come mostrato nelle prime bozze grafiche realizzate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale. "Vogliamo che ogni lavoratore e ogni cittadino possa passarci davanti ogni giorno, non solo per quaranta minuti l'anno", hanno ribadito i promotori, sottolineando che la memoria non può avere orari d'ufficio o vincoli di proprietà.
Il percorso è però appena tracciato. Per trasformare questa proposta in realtà servirà il via libera della proprietà, il supporto del Comune e della Provincia, ma soprattutto un impegno economico collettivo. I sindacati hanno già ipotizzato una raccolta fondi cittadina, chiamando a raccolta anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Si tratterebbe di un’operazione di riqualificazione urbana nel segno dell'identità: restituire dignità ai nomi di chi ha combattuto per la libertà, sottraendoli al silenzio dei capannoni dismessi.
Per ora, il calendario segna un’ultima tappa dal sapore amaro. Il prossimo 24 aprile alle 14.30 la commemorazione si terrà ancora lì, nel cortile interno, tra i cancelli e la polvere. Ma per i promotori del progetto quella dovrà essere l'ultima volta "da ospiti". L'obiettivo dichiarato è che il prossimo anno i fiori possano essere deposti in una piazza aperta, dove la storia della Way-Assauto possa finalmente respirare l'aria della città che ha contribuito a costruire.











