Cultura e tempo libero | 27 ottobre 2026, 12:20

San Francesco al centro di uno spettacolo del Festival dei Popoli

Mercoledì 28 ottobre al Teatro della Torretta di Asti va in scena “Porta Significatione”, tra recitazione, musica e sperimentazione sonora. Ingresso a offerta libera

San Francesco al centro di uno spettacolo del Festival dei Popoli

La fraternità, la pace e il rapporto tra l'essere umano e il creato sono al centro di “Porta Significatione – NeoOratorio dedicato a San Francesco d'Assisi”, lo spettacolo che il Festival dei Popoli di Asti propone come appuntamento fuori programma mercoledì 28 ottobre alle 21 al Teatro della Torretta, in piazza Nostra Signora di Lourdes 3. L'ingresso sarà a offerta libera.

Ideato, scritto e diretto da Andrea Congia, lo spettacolo è prodotto dall'Associazione culturale Tra Parola e Musica – Casa di Suoni e Racconti e ripercorre la vicenda umana e spirituale di Francesco d'Assisi: dalla giovinezza segnata dal desiderio di gloria alla scelta della povertà, fino alla scoperta di una fraternità estesa a ogni creatura.

Il racconto attraversa alcuni passaggi significativi della vita del Santo, dall'incontro con il Crocifisso di San Damiano alla nascita della comunità francescana, dal dialogo con il Sultano durante le Crociate all'esperienza delle stigmate, fino al Cantico delle Creature. Una storia che diventa occasione per riflettere sulla possibilità di superare le divisioni, riconoscere il valore dell'altro e costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla pace.

Recitazione, musica e immagini

“Porta Significatione” rielabora il linguaggio dell'oratorio sacro attraverso una combinazione di recitazione, testi poetici, canti liturgico-medievali e sperimentazione sonora. La voce di Elisa Zedda si intreccia con la chitarra classica e le sonorità elettroniche di Andrea Congia, mentre le videoscenografie di William Lenti accompagnano il racconto, contribuendo a creare un'esperienza immersiva.

Con questo appuntamento, il Festival dei Popoli prosegue il proprio percorso dedicato al dialogo e alla convivenza, affidandosi alla testimonianza di Francesco per affrontare una questione che attraversa epoche e culture: come ritrovare ciò che unisce in un mondo segnato da conflitti e divisioni?

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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