Cultura e tempo libero | 27 ottobre 2026, 12:54

Sinner si ferma, apre un libro e sceglie Faletti: il campione legge "Io uccido" dell’astigiano che conquistò l’Italia

Nell’intervista a "La Repubblica", il tennista racconta i mesi lontano dai tornei tra Formula 1, PlayStation e un romanzo di 600 pagine. Una curiosità che riporta sotto i riflettori il thriller pubblicato nel 2002 da Giorgio Faletti, diventato un caso editoriale.

Sinner si ferma, apre un libro e sceglie Faletti: il campione legge "Io uccido" dell’astigiano che conquistò l’Italia

C’è un campione abituato a misurare il tempo in scambi, set e tornei che, costretto a rallentare, trova compagnia in un romanzo di 600 pagine. E per farlo sceglie un autore astigiano. Jannik Sinner ha iniziato a leggere Io uccido di Giorgio Faletti, il thriller che nel 2002 segnò il debutto letterario di uno dei personaggi più poliedrici nati ad Asti. Un dettaglio emerso dall’intervista firmata da Emanuela Audisio per "La Repubblica", nella quale il numero uno del tennis racconta la sua estate lontano dalle competizioni.

La pausa forzata, arrivata dopo una stagione di grandi successi e segnata dai problemi fisici, non si è trasformata in un periodo di inattività. Sinner ha continuato a lavorare in palestra e in campo, seguito dai fisioterapisti, ma ha trovato spazio anche per qualche diversivo. Una visita a Monza per assistere alla Formula 1, la sfilata di Gucci a Milano, qualche partita in più alla PlayStation e, appunto, la lettura.

"Ho iniziato a leggere un libro di 600 pagine, Io uccido, di Giorgio Faletti", racconta il campione nell’intervista. Una frase pronunciata quasi incidentalmente, nel resoconto di una quotidianità inevitabilmente diversa da quella a cui è abituato, ma che per il territorio astigiano ha un significato particolare.

Faletti, nato ad Asti il 25 novembre 1950, aveva già attraversato mondi diversi: il cabaret, la televisione, la musica e il Festival di Sanremo. Con Io uccido, pubblicato nel 2002, riuscì però a sorprendere anche il pubblico che lo conosceva soprattutto per i suoi personaggi comici e le sue interpretazioni televisive. Il romanzo thriller divenne uno dei grandi casi editoriali italiani del decennio, con milioni di copie vendute e traduzioni in numerosi Paesi.

La storia, ambientata nel Principato di Monaco, costruisce una trama oscura attorno a una serie di delitti e a una voce misteriosa che annuncia le proprie vittime attraverso la radio. Un impianto narrativo capace di tenere insieme suspense, ritmo cinematografico e una galleria di personaggi complessi, confermando la capacità di Faletti di reinventarsi anche sulla pagina scritta.

Che Sinner abbia scelto proprio questo libro non significa necessariamente che ci sia un legame particolare con l’autore o con la sua terra d’origine. È però una piccola coincidenza che vale la pena raccontare: mentre il campione cerca di recuperare energie e pazienza in vista del ritorno, tra le pagine che lo accompagnano c’è anche un pezzo importante della storia culturale astigiana.

Il tennis, del resto, resta il centro dei suoi pensieri. Nell’intervista Sinner insiste sulla necessità di rispettare i tempi del corpo e di guardare oltre l’immediato: "Pazienza è la parola giusta per questo periodo", spiega, ricordando che anche un atleta abituato a vincere deve imparare ad accettare i propri limiti.

Intanto, lontano dalla rete e dalle righe del campo, c’è un’altra partita che procede pagina dopo pagina. E per una volta, accanto alla racchetta, il protagonista ha un libro firmato da un astigiano.

Alessandro Franco

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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