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Politica | 04 dicembre 2018, 11:10

Paolo Bassi di Fratelli d'Italia difende il ritardo al Consiglio Comunale di lunedì

"Un gruppo consiliare che è al governo nazionale con la Lega avrebbe potuto evitare i soliti giochini numerici, ma intanto non è successo"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera ricevuta da Paolo Bassi alla nostra redazione

"È iniziata la sessione dei sette consigli comunali dedicati al bilancio del Comune di Asti.

Forse la partenza non è stata delle migliori a causa della mancanza del numero legale nella prima seduta di lunedì 3 dicembre.

Essendo queste convocazioni obbligatorie per legge, si è provveduto subito a rinnovarle aggiungendo la data aggiuntiva in quanto approvare il bilancio prima del 31 dicembre è importante per evitare che l’azione amministrativa venga rallentata dall’esercizio provvisorio in dodicesimi. Questa è una urgenza a favore dei cittadini astigiani e non della sola maggioranza ma c’è chi gioca al tanto peggio tanto meglio, atteggiamento pari a quello del marito che per far torto alla moglie si taglia qualcosa che non si può dire.

Ma facciamo un passo indietro: lunedì ho avuto un ritardo dovuto a problematiche deambulatorie in seguito ad un operazione al piede che ho sostenuto solo sei giorni prima.

Per carità un ritardo è un ritardo e su questo la cinicità delle minoranze ce lo ha ricordato, ma forse attendere 1 minuto e 28 secondi in più sarebbe stato solo un giusto segnale di comprensione; alcuni di loro avrebbero voluto registrarsi comunque mantenendo così il numero, ma intanto non è successo.

Un gruppo consiliare che peraltro è al governo nazionale con la Lega e che quindi si professa "del cambiamento" avrebbe potuto evitare i soliti giochini numerici, ma intanto non è successo.

Entrato in aula sono stato subito redarguito verbalmente e non dai miei colleghi di maggioranza, ma da un consigliere dell'opposizione che:

"Puoi anche stare li, ormai il tempo è scaduto". Forse era più consono ed educato un bel silenzio, ma intanto non è successo.

Ma l'apice si è raggiunto ieri quando il "presunto cambiamento" ha annunciato di partecipare ai lavori senza intervenire ulteriormente nella discussione dopo che sono stati ripresi dal Presidente del consiglio per aver leggermente confuso una pregiudiziale con una mozione d'ordine.

Per carità, chiunque sbaglia e io sono stato il primo, ma sarebbe bastato avere un po' di umiltà, scusarsi, ringraziare ed andare avanti.

Ma intanto non è successo".

Paolo Bassi

Al direttore


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