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Attualità | 02 marzo 2019, 16:00

La Filt- Cgil Uiltrasporti di Asti interviene in merito alla vicenda della 3A

L'azienda ieri aveva indetto una conferenza stampa per comunicare l'esito positivo della vertenza per i 73 lavoratori

La Filt- Cgil Uiltrasporti di Asti interviene in merito alla vicenda della 3A

Riceviamo e pubblichiamo

Siamo sconcertati dalle letture di articoli nei quali la 3A di (Alimentaristi Astigiani Associati) e la Meap hanno dichiarato conclusa positivamente una vertenza drammatica che riguarda ben 73 lavoratori.

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Asti- Alessandria, infatti, su richiesta delle organizzazioni sindacali Filt Cgil e Uiltrasporti, ha convocato le aziende per lunedì 4 marzo ma la società Meap, ne ha richiesto il rinvio per il 13 marzo p v.
Esiste quindi una vertenza ancora in corso sulla quale occorre che gli organi ispettivi competenti facciano luce.

La società Meap subentrante alla cooperativa Geat nell’appalto gestito dalla committente 3A, ha firmato con una organizzazione sindacale che non rappresentava nessuno dei lavoratori presenti in quell’appalto, un accordo che prevede l’applicazione di un CCNL (denominato SAFI) firmato da una sola organizzazione sindacale confederale e che dovrebbe rappresentare attività che vanno dal portierato, alla prevenzione incendi, gestione incassi, segreteria e reception, assistenza manifestazioni, smistamento e archivio corrispondenza fino anche alle investigazioni private e attività di prevenzione rischi ecologici!
I minimi contrattuali di questo contratto? Ovviamente sono di gran lunga più bassi del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione firmato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti che regolamenta le attività svolte dai lavoratori declinandole in mansioni e livelli aderenti al lavoro che effettivamente svolgono.

L’umiliazione più grande subita dai lavoratori è stata quella di sottoporre a referendum un accordo sindacale di cambio di appalto che si può sintetizzare in un efficace proverbio popolare: “o mangi sta minestra, o salti la finestra”
Tutti i lavoratori, e particolarmente quelli più deboli, che lavorano in appalto, corrono il rischio di vedersi applicato qualsiasi tipo di CCNL che non c’entra assolutamente nulla con le attività che svolgono, e di dovere anche dire che sono contenti, altrimenti non possono lavorare!

Rimangono a casa, senza lavoro e senza stipendio.
Chiediamo quindi all’ispettorato del lavoro, ma anche alle istituzioni e alla politica locale di intervenire in questa delicata vicenda perché, in attesa che sia finalmente attuato l’art.39 in materia di rappresentanza, sia rispettato l’art. 36 della nostra Costituzione: ” Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Anche per i lavoratori della logistica nell’appalto della 3A di Asti deve valere la Costituzione.

Filt Cgil -Uiltrasporti Asti

Comunicato stampa

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