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Attualità | 13 marzo 2020, 07:30

Ecco perché il Coronavirus non ci lascerà senza cibo

La catena alimentare non si ferma: sugli scaffali il 98 per cento dei prodotti. Le vendite aumentate del 40 per cento. Ecco perché mancano i disinfettanti

Ecco perché il Coronavirus non ci lascerà senza cibo

“I prodotti alimentari non mancano e la catena distributiva sarà in grado di rifornire gli scaffali di tutti i negozi alimentari d’Italia”.

Parola di Marco Fuso, presidente della 3A - Alimentaristi Astigiani Associati - il centro di distribuzione fondato nel 1974 con un fatturato di 145 milioni di euro, 750 collaboratori, composto da 149 negozi di cui 20 di proprietà e 129 associati, situati in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e dal primo di gennaio di quest’anno passato sotto l’insegna Despar.

“In queste giornate di corsa alla spesa vorrei rassicurare tutti: non c’è alcun pericolo di approvvigionamento cibo - spiega il primo presidente cuneese della 3A, eletto a fine maggio dell’anno scorso -. E non ci sarà neppure in futuro, visto che è garantita tutta la catena alimentare, che non chiude e non chiuderà. Inoltre stiamo parlando di merce italiana che, con i dovuti permessi e seguendo le regole del decreto, può circolare liberamente”.

Prosegue il presidente Fuso: "Stiamo rivivendo quello che era già successo nel 1991, quando è scoppiata la guerra del Golfo: un accaparramento alle derrate alimentari che denota la paura delle persone, ma confermo che la merce non manca e non mancherà dagli scaffali”.

Il rifornimento dei negozi da parte della cooperativa astigiana - e quindi la vendita nei negozi - è aumentata del 40 per cento nei giorni tra il 20 ed il 22 febbraio. È tornata alla normalità nei giorni successivi, per poi impennarsi nuovamente tra lunedì 9 e mercoledì 11 marzo. Sugli scaffali italiani è presente quasi il 98 per cento della merce, quel poco più del due per cento che manca è dato dai prodotti a base alcolica come disinfettanti e salviette disinfettanti e questo perché, essendo prodotti a presidio medico chirurgico, vengono destinati prima a negozi come farmacie, parafarmacie e poi naturalmente ospedali, ambulatori e case di cura.

“La 3A ha reagito in maniera eccellente a questa emergenza - prosegue il presidente Marco Fuso - perché abbiamo potuto contare su una logistica dinamica e ben organizzata, che ha confermato di essere il nostro fiore all’occhiello. Tutti i nostri associati hanno visto soddisfatta la loro richiesta nonostante in poche ore ci sia stata una impennata di ordini. Il tutto senza avere a disposizioni più camion per il trasporto, attraverso una miglior organizzazione, massimizzando i carichi e soprattutto al lavoro professionale e puntuale degli autotrasportatori. In alcuni casi abbiamo solo tardato di qualche ora la consegna”.

C'è anche da dire che la coda in questi giorni si forma davanti ai negozi di alimentari anche per il rispetto del decreto che impone alle persone e ai clienti una distanza minima di un metro. Ciò non toglie che la corsa alla spesa ci sia stata.

non solo cuneesi, in questi giorni di emergenza sanitaria, hanno riempito il loro carrello di pasta, scatolame, sughi e prodotti congelati. Inoltre si è verificato un aumento esponenziale dei prodotti destinati agli animali da compagnia.

NaMur

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