/ Attualità

Attualità | 01 giugno 2020, 08:41

Con SOS donna, ad Asti percorsi attivi contro la violenza alle donne

Distribuite in farmacie, stazione, librerie, supermercati e in Biblioteca, locandine con il numero 1522

Con SOS donna, ad Asti percorsi attivi contro la violenza alle donne

Ad Asti, locandine nelle farmacie, alla stazione ferroviaria, nelle edicole, librerie e supermercati per ricordare alle vittime di violenza che spesso una telefonata può salvare la vita.

LA CAMPAGNA DI SOS DONNA

Iniziata nelle settimane scorse, la campagna informativa di SOS donna prosegue nella distribuzione di materiale informativo sul 1522, il Numero Verde nazionale antiviolenza e stalking: dopo averlo visto pubblicizzato in televisione nei mesi del lockdown, ora gli astigiani lo ritrovano anche in numerosi punti cittadini. Il 1522, con relativa App, è gratuito, attivo nelle 24 ore con operatore multilingue e indirizza localmente al Centro antiviolenza L'Orecchio di Venere.

Spiega Silvana Nosenzo, presidente dell' l'Associazione culturale Agar, ideatrice del progetto SOS donna: "A fronte del vertiginoso aumento delle violenze intrafamiliari, compatibili con le limitazioni imposte dalla lotta al Covid-19, puntiamo a intercettare il maggior numero di donne che potrebbero essere interessate a chiedere aiuto al 1522 o a segnalare il numero a amiche, parenti e conoscenti: persone che sono state, o potenzialmente rischiano di esserlo, vittime e testimoni di maltrattamento domestico. Alle donne, in coda per un farmaco, fare la spesa, prendere un libro o il giornale, raccomandiamo di fotografare la locandina con lo smartphone per avere sempre a portata di mano il numero telefonico a cui rivolgersi in caso di bisogno".

Gli avvisi riportano anche l'indirizzo del sito www.sos-donna.it con telefono e orari di funzionamento dei servizi astigiani a supporto delle vittime di violenza.

ANCHE ALL'OSPEDALE CARDINAL MASSAIA

Le locandine compariranno presto anche all'ospedale Cardinal Massaia (il Pronto Soccorso è una delle strutture a cui le vittime di maltrattamenti familiari si rivolgono più frequentemente, mentre la Ginecologia accoglie le donne abusate), al Consultorio familiare, nelle parafarmacie e negozi per la cura della persona; quando potranno riaprire, anche nei centri culturali (cinema, teatri, ecc.). Già affisso alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti, l'avviso sul 1522 è stato diffuso on line dal Polo Universitario Rita Levi Montalcini anche attraverso il proprio sito web.

La campagna informativa costituisce una delle prime azioni della seconda edizione di SOS donna, progetto sostenuto dal Consiglio regionale, attraverso la Consulta delle Elette del Piemonte, nato lo scorso anno anche grazie al sostegno di Anci Piemonte, Asl AT, Cisa - Asti Sud, Cogesa, Istituto Monti, Israt.

I PARTNER DEL PROGETTO

Collaborano al lavoro di rete: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, Prefettura, Polizia di Stato - Questura di Asti, Comando Provinciale dei Carabinieri, Consigliera di Parità della Provincia, Comune di Asti, Centro antiviolenza provinciale L'Orecchio di Venere, Ordine degli Avvocati di Asti, Associazioni Libera, Piam e Rinascita.


Comunicato stampa

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium