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Sanità | 09 luglio 2020, 13:49

Bonus Covid per gli infermieri. Il Governo blocca i pagamenti in Piemonte

NurSind Asti: “È una vergogna. Siamo pronti a scendere in piazza per protestare. Chiediamo il riconoscimento della premialità tanto promessa dallo Stato durante l’emergenza covid-19”

Bonus Covid per gli infermieri. Il Governo blocca i pagamenti in Piemonte

NurSind Asti è pronto a dichiarare lo stato di agitazione e a scendere in piazza per scioperare. “E’ vergognoso che la premialità tanto promessa durante l’emergenza tardi ad arrivare e sia ora bloccata dal Governo. Ad Asti, una delle province piemontesi più duramente colpite dall’emergenza covid-19 – ricorda Gabriele Montana, segretario territoriale di NurSind Asti – ci sono centinaia di infermieri che stanno aspettando quanto promesso dallo Stato, un piccolo segno di riconoscimento ottenuto a fatica per quanto fatto dal personale sanitario durante la pandemia. Un premio significativo per le paure e per i tanti sacrifici compiuti dagli infermieri durante l’emergenza, che il nostro sindacato aveva proposto di destinare principalmente al personale che aveva lavorato in prima linea. Per queste ragioni da nord a sud gli infermieri di NurSind di tutta Italia erano scesi in piazza per rivendicare i propri diritti anche con diversi flash mob. Ora, se il bonus Covid non verrà erogato secondo quanto stabilito, siamo pronti a scioperare allineandoci alle iniziative che verranno prese a livello regionale e nazionale dal sindacato delle professioni infermieristiche”.

"Leggiamo con stupore e incredulità le notizie che giungono dalla Regione. Ciò che apprendiamo è di una gravità inaudita. Non possiamo accettare di essere presi per i fondelli. Vogliamo e pretendiamo chiarezza, e subito, altrimenti siamo pronti a scendere nuovamente in piazza in modo permanente questa volta. Chi ha sbagliato si assuma tutte le responsabilità. Lo Stato chiarisca, la Regione pure, non si fanno cose avventate che tolgono anche la dignità a chi è stato in prima linea”.

LE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ LUIGI ICARDI

Nella riunione di domani mattina della Commissione Salute chiederò agli assessori alla Sanità di tutte le Regioni di opporsi al provvedimento del Governo che di fatto impedisce di distribuire in busta paga le risorse aggiuntive già deliberate dalle Regioni a favore del personale sanitario impegnato nell’emergenza coronavirus. Non possiamo accettare che per colpa di astrusi meccanismi burocratici nazionali, venga ritardato il pagamento di un riconoscimento concordato tra le parti e ampiamente meritato da chi ha lavorato con alto rischio di esposizione al contagio”.

Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Luigi Genesio Icardi, a commento della notizia dell’impugnazione da parte dello Stato della legge regionale del Piemonte che distribuisce le risorse aggiuntive statali (18 milioni di euro) e regionali (36 milioni di euro) destinate all’incremento dei fondi contrattuali del personale del Servizio sanitario regionale per l’emergenza coronavirus covid-19.

"È assurdo che la Ragioneria generale dello Stato – aggiunge Icardi – ci contesti di aver stanziato troppi soldi e metta in discussione il sistema di ripartizione delle risorse definito con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Il Piemonte, come le altre Regioni, deve essere libero di premiare chi vuole e come vuole. L’interpretazione della norma da parte delle Regioni è stata unanime, chiediamo quindi che sia lo Stato a fare un passo indietro".

Comunicato stampa

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