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Cronaca | 15 settembre 2020, 10:51

La Procura di Asti e i Carabinieri di Cuneo smascherano un traffico internazionale di cuccioli [VIDEO]

I cani venivano venduti in tutta Italia, i due "allevatori braidesi", accusati di traffico illegale, abusivo esercizio della professione veterinaria, sostituzione di persona

La Procura di Asti e i Carabinieri di Cuneo smascherano un traffico internazionale di cuccioli [VIDEO]

La Procura di Asti guidata dal magistrato Laura Deodato, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale dei Carabinieri Forestali di Cuneo e la Stazione Carabinieri Forestale di Bra, con l'Operazione Spank hanno  concluso l’operazione “Spank”, grazie a cui è stato possibile accertare e contrastare un traffico illegale di cuccioli di cane tra Est-Europa e provincia di Cuneo.

DENUNCE SCATTATE DOPO L'ACCERTAMENTO DELLE CATTIVE CONDIZIONI DI SALUTE DEI CUCCIOLI

L’attività dei Carabinieri Forestali ha preso avvio a fine del 2018 a seguito di alcune denunce di ignari acquirenti; questi, dopo aver acquistato dei cuccioli di cane da una coppia di soggetti braidesi (B.M. e A.M),  ne avevano subito constatato le cattive condizioni di salute.

SEI MESI DI INDAGINI, LA COPPIA DI "ALLEVATORI" GESTIVA FIORENTE ATTIVITÀ ILLECITA

Le indagini svolte per quasi 6 mesi, congiuntamente alle perquisizioni disposte dalla Procura di Asti, hanno permesso di scoprire come, proprio la stessa coppia di “presunti allevatori”, avesse gestito, tra fine 2018 e metà del 2019, una fiorente attività di compravendita di cuccioli di cane, introdotti illegalmente in Italia da paesi come Romania e Ucraina.

I cuccioli di cane (tra i quali: bassotti, barboncini, maltesi, bouledogue francesi ed akita), una volta raggiunta illegalmente la provincia cuneese, venivano sistematicamente venduti in tutto il territorio Nazionale come cuccioli di “razza” senza pedigree (obbligatorio per considerare un cane come di razza), privi delle necessarie garanzie sanitarie richieste per l’importazione di cuccioli dall’estero (quali ad esempio le vaccinazioni antirabbiche) e con passaporti stranieri compilati in modo mendace, eludendo, così, la normativa relativa al commercio internazionale di cuccioli.

Inoltre, in alcuni casi, nel tentativo di occultarne la provenienza dall’Est-Europa, i cuccioli arrivati in Italia sprovvisti di microchip, venivano identificati e registrati direttamente a nome del venditore o dell’acquirente finale come nati in Italia.

ANCHE UN'IMPUTAZIONE PER ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE VETERINARIA

Per questo per i due soggetti braidesi la Procura ha ipotizzato, oltre all’importazione illegale di cuccioli, imputazioni per altri reati quali: abusivo esercizio della professione medico-veterinaria, sostituzione di persona e falsi documentali.

Infatti il traffico illegale internazionale di cuccioli, assai diffuso, permette guadagni considerevoli con investimenti minimi, caratteristiche che fanno sì che questa attività risulti appetita da vere e proprie organizzazioni criminali.

ALLEVAMENTI ABUSIVI DALL'EST EUROPA

Queste ultime acquistano i cuccioli, ad un prezzo molto vantaggioso, negli allevamenti abusivi dell’Est-Europa dove non vengono rispettate le norme igienico sanitarie e di benessere animale. I piccoli, poi, sottratti alle cure parentali in tenerissima età (spesso al di sotto delle 12 settimane previste dai regolamenti in materia) sono trasportati con mezzi di fortuna ed inidonei verso i paesi dell’Europa Occidentale per essere introdotti sul mercato dei Pets, anche tramite annunci sui social e sul web, al fine di soddisfare le sempre maggiori richieste di cuccioli di “razza” a prezzi competitivi a discapito, perciò, del circuito legale di vendita di cani.

Purtroppo, soprattutto a seguito della mancanza delle giuste condizioni igienico sanitarie e delle modalità di trasporto, la maggior parte di questi piccoli animali subisce gravi problemi di salute andando, così, incontro ad una morte precoce.

I Carabinieri Forestali restano disponibili a ricevere segnalazioni nel settore così come in tutti gli ambiti che riguardino la tutela dell’ambiente.

Redazione

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