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Attualità | 14 ottobre 2020, 09:33

'Non restare in panchina', presidio ad Asti contro la violenza sulle donne e la violenza omotransfobica

Sabato 17 ottobre alle 16 in piazza Marconi nei pressi delle panchine: "Vogliamo poter vivere e amare liberi dalla paura"

Un affollato momento dell'Asti Pride 2019

Un affollato momento dell'Asti Pride 2019

'Non restare in panchina'. Un appello a non rimanere indifferenti e a scendere in campo contro la violenza sulle donne e la violenza omotransfobica.

A lanciare il messaggio e invitare al sit in diverse associazioni astigiane: Agedo Asti/Alba- Amnesty International, Asti Pride,Cgil Asti, Coordinamento Donne, Casa del Popolo Asti, Collettivo Terzo Intermezzo , Fridays for future Asti, Noix de Kola, Non una di meno e Se non ora quando.

Nei giorni in cui (dal 20 ottobre), il Parlamento sarà impegnato nella discussione della proposta di legge control’omotransfobia e la misoginia, anche ad Asti si porta il messaggio contro la violenza.

"È arrivato il momento che l’Italia segua l’esempio degli altri Paesi europei - spiegano dalle associazioni -. Da troppi anni attendiamo una legge seria ed efficace per contrastare la violenza e le discriminazioniverso le persone LGBT+ e le donne, tutelando le vittime con risorse adeguate e politiche concrete. Non si può più girare la testa dall’altra parte.È ora di fermare l’odio. Violenze e discriminazioni verso le persone LGBTI+ e le donne sono una realtà quotidiana".

I dati che fanno pensare

L’ultima ricerca dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali sulle persone LGBTI+ in Italia evidenzia che il 62% evita di prendere per mano la persona amata e il 30% non frequenta alcuni luoghi per paura di subire aggressioni.


Il 23% dichiara di aver subito discriminazioni sul lavoro, il 32% di aver subito almeno un episodio di molestia nell’ultimo anno e l’8% un episodio di aggressione fisica negli ultimi 5 anni.

Solo una persona su sei ha il coraggio di denunciare

Solo 1 persona su 6 ha denunciato questi episodi. I numeri delle violenza sulle donne non sono da meno: il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessualecome lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila) .


"Dopo tanti fallimenti e di proposte di legge affossate, continuano - è ora che l’Italia faccia la sua parte nel contrasto a discriminazioni e violenze fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Non c’è più tempo. Il Parlamento deve approvare subito una legge seria ed efficace.

Siamo cittadine e cittadini di questo Paese e chiediamo una cosa semplice: poter vivere e e amare liberi dalla paura".

Betty Martinelli

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