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Sanità | 06 dicembre 2020, 18:44

Il nuovo piano sanitario del Piemonte: meno burocrazia e più fondi ai medici di base

La Regione trasforma in legge il piano della sanità territoriale di Ferruccio Fazio, ex ministro della Salute. Pronti 35 milioni di euro

Il nuovo piano sanitario del Piemonte: meno burocrazia e più fondi ai medici di base

Per andare avanti è necessario fare un passo indietro.

Sembra essere questo il principio del nuovo progetto regionale che coinvolge la medicina di base, considerata un solido pilastro del territorio. Che però va sostenuta, finanziata ed ampliata.

Ad essere convinto di questo, è Ferruccio Fazio, attuale sindaco di Garessio ed ex ministro alla Salute nel IV governo Berlusconi, che il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha voluto a capo della task force che dovrà riportare al centro del sistema sanitario il buon medico di base, il dottore che - soprattutto nei piccoli comuni piemontesi - è una figura di famiglia, un computer vivente che conosce perfettamente tutti i suoi pazienti.

“Già quando ero ministro dicevo che la sanità italiana non doveva essere ospedalecentrica. Su questa considerazione litigavo sempre con l’allora presidente della Lombardia Formigoni. E purtroppo la pandemia mi ha dato ragione”, ribadisce Fazio.

Contando che ogni paziente costa alla sanità pubblica mille euro al giorno, il conto è presto fatto. Pochi ma chiari i punti della “ricetta Fazio” che sarà trasformata in legge e parte dal presupposto che, se curati nel modo adeguato, si potrebbero evitare almeno il venti per cento dei ricoveri Covid e no-Covid. Perché come dice il primo cittadino di Garessio: “I malati cronici devono essere curati a domicilio affinché le loro patologie non peggiorino. È inutile e anche dannoso dal punto di vista psicologico, ricoverarli nelle strutture ospedaliere”.

Per attuare questo piano, il medico non deve essere un burocrate ma dedicare tutto il suo tempo alla cura dei pazienti. Così deve poter contare sull’aiuto di un infermiere ed una segretaria, dilatare i tempi di apertura dello studio ed abbattere i costi attraverso l’associazione di più dottori in un unico studio e contare su una rete telematica attraverso la quale interagire con altri colleghi.

Per realizzare questo piano della sanità territoriale, la Regione Piemonte ha stanziato 35 milioni, dieci dei quali per far crescere i numeri della medicina di gruppo e portare così al cento per cento la percentuale del lavoro di gruppo che ora è al 70 percento dei 2.692 medici piemontesi.

Na.Mur.

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