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Economia e lavoro | 08 gennaio 2021, 14:44

L'anno più nero per il turismo: presenze dimezzate sulle colline Unesco

Luglio e agosto avevano in parte compensato il venir meno degli stranieri, 80% del fatturato di settore. La parziale ripresa dell’autunno vanificata dal secondo lockdown. Ora il Consorzio Turistico guarda alle strategie da mettere in campo per la ripartenza

Panorama Unesco Piemonte

Un panorama dell'a zona patrimonio Unesco

Se il passaggio del Covid-19 ha fatto strame nei tradizionali bilanci di inizio anno, particolarmente critico è quello relativo al turismo, tra i settori più colpiti dalla pandemia. Una tendenza che non fa purtroppo eccezione per le colline Unesco, come confermano i numeri appena diffusi dal Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, che stima una riduzione delle presenze nel 2020 attestata al 50% dell’ottimo risultato (oltre 800mila pernottamenti) invece registrato nei dodici mesi precedenti.

A illustrare il segno dell’annata appena chiusa è Elisabetta Grasso, direttrice della struttura che, dalla sua sede di piazza San Paolo ad Alba (CN), rappresenta oltre 400 attività della ristorazione e dell’accoglienza attive sul territorio, per un’offerta complessiva di circa 5mila posti letti.  

Un settore negli anni divenuto trainante per l’economia locale, in verticale crescita dopo il riconoscimento di Doha 2014, per il quale l’anno si era aperto "con la prospettiva di una nuova stagione eccezionale, per le tantissime richieste di prenotazioni da parte di ospiti da tutto il mondo, soprattutto americani e nordeuropei". Ma che presto ha dovuto fare i conti con le chiusure causate dalla pandemia e col venir meno della clientela straniera, specialmente di lungo raggio, "che sul nostro fatturato turistico pesano per l’80%".

"La ripresa c’è stata all’inizio dell’estate – spiega Elisabetta Grasso –, con un giugno che ha visto ripartire gradatamente gli arrivi, luglio che ha fatto segnare una buona ripresa, anche se la riduzione degli stranieri non le ha permesso di raggiungere numeri soddisfacenti, e mesi di agosto e settembre con ottime performance, aiutate anche dai voucher vacanze della Regione, che hanno dato un importante contributo all’arrivo di ospiti nelle realtà aderenti, soprattutto piemontesi e lombardi, con un aiuto alla liquidità delle strutture".

Tra le poche note positive l’incremento della clientela italiana: "Il nostro territorio è riuscito a farsi conoscere da ospiti di altre regioni che per la prima volta hanno valutato l’idea di una vacanza sulle nostre colline".
Di contro, il calo degli stranieri ha comportato "importanti riduzioni di fatturato". "Stavamo parzialmente recuperando in autunno – dice ancora Grasso –, grazie anche alla Fiera del Tartufo, ma l’aggravarsi del rischio di contagio ha provocato la nuova chiusura. Si sperava ancora in un recupero a dicembre, ma il nuovo Dpcm ha cambiato nuovamente le regole e tutto si è annullato, con l’aggravio dei costi sostenuti dagli operatori che si erano organizzati per riaprire".

CHE ANNO SARA’

Nelle previsioni sul 2021 prevale l’incertezza. Ancora Grasso: "Tutto dipende dalla diffusione del vaccino, che potrà essere l’unico aiuto concreto alla ripartenza. Per i primi mesi dell’anno non possiamo attenderci grandi segnali di ripresa, anche se prevediamo che alla comunicazione di una possibile apertura dei ristoranti ci sarà una fortissima richiesta e che questa si ripercuoterà anche sul settore dell’ospitalità, con la ripresa dei soggiorni a partire da aprile-maggio, se la situazione sanitaria si sarà un po' regolarizzata. In quel caso, gli ospiti che potranno raggiungere le nostre colline in auto, nell’arco dei 1.000 km, torneranno e gradatamente potremmo immaginare una ripartenza del settore".

LE STRATEGIE IN CAMPO

Un ritorno che il Consorzio vuole assecondare puntando su "una comunicazione emozionale, che racconti raccontando la bellezza del territorio, le peculiarità delle nostre colline, dei nostri prodotti, la nostra autenticità e l’accoglienza delle nostre strutture, hotel e piccole dimore di charme, rese sicure dagli importanti investimenti fatti, rassicurando e informando con precisione".

"Siamo una destinazione di nicchia – ribadisce Elisabetta Grasso –, con tutte le carte in regola per distinguersi nel panorama delle mete più ambite. Sarà importante puntare su esperienze fruibili all’aperto, vacanze in campagna per il piacere di sentirsi bene, con passeggiate e tour in bici, picnic chic tra le vigne, yoga, attività autentiche con le pecore al pascolo, con le nocciole nelle piccole realtà artigianali, passando attraverso gli aperitivi con musica tradizionale, da vivere nella natura, tra silenzio, intimità e calma, con l’esclusività di poterle organizzare per single, coppie o piccoli gruppi, alla scoperta del nuovo lusso".

"Lavoreremo sulla promozione dei ristoranti, quali luoghi di esperienza anche culturale. Punteremo sulla promozione dei concetti di 'green', 'eco', 'bio' e 'organic', andando incontro a una sensibilità in continua crescita. Rinnoveremo la proposta di week-end romantici per coppie alla ricerca di tranquillità e privacy. Prevederemo una promozione costante, seguendo i mercati che cambiano in base alle restrizioni dell’epidemia e rivolgendoci soprattutto a quelli di prossimità di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Lazio, Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Danimarca, mentre per altri come Svezia e Norvegia attenderemo le indicazioni dei relativi governi. Dedicheremo come sempre importanti risorse a un’attività di gestione delle richieste telefoniche volte a rassicurare gli ospiti con una valorizzazione del rapporto umano, che ha assunto ancora più importanza in questo periodo, mettendo al centro il cliente, le sue aspettative e i suoi bisogni. Il viaggiatore in questo momento è spaventato, ha bisogno di sentirsi accudito".

E. M.

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