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Attualità | 13 gennaio 2021, 20:30

Covid: ad Asti (0,65%) e Verbania (0,64%) la più forte incidenza regionale del virus in rapporto al numero di abitanti

Rasero: "Non c'è nessun 'caso Asti', quel dato è falsato da ritardi nell'invio di documenti. In ospedale lontani dal picco di ricoveri delle settimane scorse"

Provetta sangue covid

Nella rilevante mole di dati che quotidianamente vengono comunicati dalla Regione in merito alla pandemia, ve ne è uno che, pur non essendo inserito nei bollettini o nei report inviati dall’assessorato dalla Sanità, è facilmente desumibile mediante un banale calcolo matematico.

Ovvero la percentuale di contagi in ciascun capoluogo di provincia in rapporto alla popolazione. Elemento di valutazione particolarmente importante per determinare la diffusione del covid nei rispettivi territori.

Guardando i dati, riferiti a ciascun Comune piemontese, disponibili nell’apposita pagina internet sul sito della Regione Piemonte, si evince che al momento (i dati sono riferiti alle 18.30 di oggi) Asti con 490 positivi fa registrare la più alta percentuale regionale di contagi rispetto alla popolazione residente con lo 0,65%

Precedendo di pochissimo Verbania (30.192 abitanti) che, passando da 227 positivi registrati non più di due giorni fa ai 194 infetti attuali, è drasticamente calata dallo 0,75% allo 0,64%

Percentuali di gran lunga superiori rispetto agli altri capoluoghi di provincia, con Vercelli che fa registrare uno 0,19% (93 positivi su 46.558 abitanti), seguita da Torino (0,23% dato da 2.055 positivi su 886.000 abitanti), Alessandria (0,30% con 284 positivi e 93.634 abitanti), Cuneo (0,33% con 188 positivi a fronte di 56.072 abitanti), Biella (0,33% con 147 positivi e 43.362 abitanti) e Novara (0,36% con 372 positivi al covid su 102.419 abitanti)

Dati che, senza naturalmente voler generale nessun tipo di ingiustificato allarmismo, debbono necessariamente far riflettere sul fatto che la pandemia è purtroppo ben radicata in città e ribadire l’importanza di adottare tutte le misure necessarie per contenere il diffondersi del contagio.

RASERO: DATI FALSATI DA RITARDI NELL’INVIO DI DOCUMENTI, NON C’E’ UN ‘CASO ASTI’

Ritengo il dato sia falsato da ritardi nell’invio di documenti, come quelli relativi i contagi nelle case di riposo cittadine che, come abbiamo visto recentemente, variano il dato di 70-80 positivi in un solo colpo, e che, comunque, non rientri tra quelli che debbono destare preoccupazione. Così il sindaco Maurizio Rasero, cui abbiamo chiesto un commento in merito.

Un dato che mi avrebbe fatto preoccupare, a fronte di quell’innalzamento – ha proseguito Rasero –, sarebbe stato un nuovo picco in ospedale. Mentre, a fronte di un massimo toccato circa un mese fa, ora ci attestiamo a meno di 120 ricoverati e presumibilmente altri posti si libereranno nei prossimi giorni”.

“Sconsiglio comunque di prendere a riferimento il dato giornaliero, perché la maggior parte dei tamponi astigiani vengono ancora processati in altre province. Per cui, quando ci inviano i risultati di tamponi effettuati magari un paio di giorni prima, vengono caricati tutti insieme e falsano il dato giornaliero relativo i positivi. E' più sensato fare una media ponderata dei dati relativi gli ultimi 2-3 giorni”, ha concluso il primo cittadino.

Che, ieri, mediante un post pubblicato sul suo profilo Facebook (e riportato integralmente di seguito) in cui evidenziava l’incremento di decessi nel 2020, ha anche ribadito l’importanza che tutti si sottopongano alla vaccinazione non appena possibile.

 

Gabriele Massaro

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