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La storia della settimana | 14 marzo 2021, 08:30

Asti con le sue bellezze e i musei, protagoniste del numero di marzo del periodico 'Bell'Italia'. La storia della settimana

Rasero: "Il riconoscimento del lavoro di questi anni e le scelte operate con Asti Musei hanno premiato. Ripartiremo più forti di prima". Due pagine di 'bellezza astigiana'

Il sindaco Rasero con 'Bell'Italia'

Asti, le sue bellezze e il circuito museale sono protagoniste del numero di marzo del periodico Bell'Italia. In questo periodo in cui le buone notizie non esistono e, forse, abbiamo perso la capacità di cercarle e coltivarle, utilizziamo questa piccola notizia come 'Storia della settimana'.

Che Asti (e l'Astigiano) sia un posto bellissimo, ve lo raccontiamo da anni grazie alle penna competente e caustica di Davide Palazzetti. Lo sappiamo, ci crediamo, eppure ci sembra, magari a ragione, di non fare mai abbastanza per il turismo.

Un mensile che guarda alle bellezze d'Italia. Asti a pag. 20

Che l'astigiano non sappia comunicare il bello che lo circonda è un dato di fatto, a volte invece di proporre, preferisce lamentarsi. E allora ben venga questa notizia che ci colloca nelle prime pagine di un mensile (Cairo Editore) che racconta le bellezze della nostra Italia.

A pagina 20 e 21 (su 136), risalta un bel "Asti da scoprire con un solo biglietto", per lo spazio 'Il patrimonio salvato, privati e fondazioni al servizio dei beni culturali', a firma di Carlo Migliavacca.

Si spera, certo, che gli astigiani sappiano che si possono vedere tante bellezze con un unico biglietto, ma magari i turisti no e allora ecco che questa vetrina importante, diventa 'notizia'.

La Fondazione Asti Musei al centro

Le foto della Torre Troyana, eretta nel XIII secolo, la domus romana di via Varrone, elegante residenza di età imperiale, la Sala dello Zodiaco di Palazzo Mazzetti, regalano valore all'iniziativa del sistema museale integrato della città.

Si racconta della Fondazione Asti Musei e Asti viene definita: "Capitale del vino tra e Langhe e Monferrato" (se non si nominano le Langhe, chissà perché sembra di togliere appeal).

Un percorso di integrazione per la cultura a portata di tutti

L'articolo spiega del percorso di integrazione avviato nel 2016 tra Fondazione Palazzo Mazzetti, Comune di Asti e Fondazione Guglielminetti, gestito ora da Fondazione Asti Musei, nata nel 2018 di cui fanno parte Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Comune.

E si snoda dal cuore di Palazzo Mazzetti, fulcro dell'iniziativa, con la sua bella storia e la riapertura alle visite dal 2012. Da non perdere le visite a Palazzo Alfieri, Cripta e museo di Sant'Anastasio, percorso sotterraneo nel cuore della città romana e medievale, la Domus di via Varrone ecc...

Naturalmente vengono raccontate le esposizioni di successo, con la speranza che si tornino ad accendere i riflettori e si rimarca che nonostante la lunga chiusura del 2020 sono stati più di 32mila gli ingressi ai musei.

L'orgoglio del sindaco

Orgogliosamente il sindaco, Maurizio Rasero spiega: "È il riconoscimento del lavoro di questi anni e premia le scelte operate con la nascita di Asti Musei, grazie alla quale abbiamo potuto organizzare eventi e mostre prima impensabili che hanno attirato in città decine di migliaia di visitatori. Il Covid ha bloccato anche questo settore ma non appena potremo ripartire lo faremo con più forza e voglia di prima".

B.M.

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