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Economia e lavoro | 26 maggio 2021, 16:20

Primo trimestre 2021 in positivo per il comparto manifatturiero piemontese

Tolta Biella, che paga le criticità vissute dal tessile, tutte le restanti province sono in crescita. Nell'Astigiano (+ 3,9%) bene metalmeccanica e chimica

Immagine generica di azienda metalmeccanica

Nella giornata di oggi, Unioncamere Piemonte ha diffuso i dati della 198ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera”, realizzata nell’ambito della collaborazione con Intesa Sanpaolo e Unicredit e con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nei mesi di aprile e maggio con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2021 e ha coinvolto 1.796 imprese manifatturiere piemontesi, per un numero complessivo di 89.530 addetti e un valore pari a circa 49 miliardi di euro di fatturato.

Nel periodo preso in esame – che segue il terribile 2020 in cui, causa misure di contenimento della pandemia, il settore ha visto una contrazione del 5,9% - è tornato il segno più per la produzione manifatturiera regionale con un incremento del 5% rispetto all’analogo periodo del 2020. Si tratta di un incremento frutto dei risultati positivi evidenziati dalla maggior parte dei settori e delle realtà territoriali. A livello di dimensione di impresa la crescita caratterizza tutte le classi dalle micro alle grandi aziende.

A tale incremento, si associa la crescita di tutti gli altri indicatori. Il fatturato totale registra un aumento del 6,2% sul I trimestre 2020, grazie soprattutto al trend positivo a doppia cifra evidenziato dai metalli e dai mezzi di trasporto. Il fatturato estero cresce del 3,1%, sostenuto dal ritmo espansivo dei metalli e dell’elettricità ed elettronica. Sul fronte degli ordinativi, lo sviluppo sul mercato interno si attesta al +5,4% rispetto all’analogo periodo del 2020.

Su questo risultato incide pesantemente la crescita del 16,1% registrata dai mezzi di trasporto. La variazione tendenziale degli ordinativi esteri risulta pari a +3,4%, frutto di una forte contrazione segnata dalla filiera tessile più che controbilanciata dall’aumento evidenziato dalle aziende dell’elettricità e dell’elettronica e da quelle dei metalli. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 64,2%, ovviamente superiore al 57,0% del I trimestre 2020, ma ancora inferiore rispetto al 66,2% del I trimestre 2019.

ANALISI SETTORIALE

A livello settoriale risultano in ripresa i trend di tutti i comparti ad eccezione del tessile e abbigliamento (-4,6%) e dell’alimentare (-1.9%). Se per la filiera tessile si tratta di una prosecuzione attenuata della crisi vissuta nel 2020, per l’alimentare va invece evidenziato che il confronto a livello produttivo viene effettuato su un I trimestre 2020 in cui il settore registrava ancora una tenuta. Il segno più caratterizza tutte le altre manifatturiere. In particolare i metalli segnano l’incremento più elevato (+11,4%), seguiti dai mezzi di trasporto (+7,8%). La crescita per le industrie meccaniche si attesta al 6,4% mentre quella della filiera del legno e delle aziende dell’elettricità e dell’elettronica risulta rispettivamente pari a +5,4% e +5,2%.

ANALISI DIMENSIONALE

Analizzando il campione preso in esame sotto il profilo dimensionale, emerge come la crescita maggiore (+6,6%) sia stata fatta registrare dalle medie imprese (50-249 addetti), seguite dalle imprese di grandi dimensioni (250 addetti e oltre) che incrementano la produzione del 5,9% rispetto all’analogo periodo del 2020. Le aziende di piccole dimensioni (10-49 addetti) evidenziano invece uno sviluppo della produzione (+3,4%) inferiore alla media complessiva regionale e le micro realtà (2-9 addetti) mostrano di aver intrapreso più lentamente il percorso di crescita (+1,6%).

ANALISI TERRITORIALE

A livello territoriale, con l’unica eccezione di Biella che segna ancora una flessione (-2,5%) correlata alle criticità vissute dal comparto tessile, tutte le province mandano segnali di netto miglioramento. Il risultato migliore è quello ottenuto da Verbania (+7,6%), seguita da Torino e Novara con un +6,3% ciascuna e quindi da Cuneo che fa registrare un +5,2%

Nell’Astigiano, che si ferma a un comunque considerevole + 3,9%, sono andate bene le le imprese della metalmeccanica e quelle della chimica; stabile, invece, l’alimentare, all’interno del quale la componente delle bevande ha assunto il segno meno. In chiusura, ma pur sempre con segno + davanti al dato, troviamo Alessandria (+2,0%) e Vercelli che ha visto la forte crescita del settore chimica/plastica pesantemente zavorrata dal calo a doppia cifra del tessile.

COSCIA: "LE IMPRESE STANNO FACENDO BENE, MA SERVE L'AIUTO DI TUTTE LE ISTITUZIONI"

“Il Piemonte ha tutte le carte in regola per affrontare con coraggio e capacità di innovazione questo 2021 – ha commentato il presidente di Unioncamere Piemonte e della Camera di Commercio di Alessandria-Asti Gian Paolo Coscia –. Le imprese hanno fatto e stanno facendo del loro meglio per continuare nel loro percorso di ‘fare impresa’, ma noi dobbiamo aiutarle. Ora, nuovamente e con più forza, spetta all’intero mondo istituzionale dare una risposta concreta e ampia ai vari settori: dal turismo al commercio, all’artigianato e all’agricoltura. E penso al ruolo importante del credito e del sostegno all’export. Avremo a disposizione le risorse che l’Europa ci metterà a disposizione: guardiamo con coraggio all’innovazione e alla trasformazione digitale, vere chiavi di volta dello sviluppo economico”.

Redazione

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