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Palio | 11 ottobre 2021, 20:22

Il mondo del Palio di Asti piange la scomparsa di Gianni Peracchio

Appassionato borghigiano del Rione Cattedrale, fu rettore dei biancoazzurri per un biennio e Maestro del Palio

Foto d'archivio (tratta dalla pagina Facebook del Rione Cattedrale) con al centro Gianni Peracchio

Foto d'archivio (tratta dalla pagina Facebook del Rione Cattedrale) con al centro Gianni Peracchio

Un grave lutto ha colpito nei giorni scorsi il Rione Cattedrale, che piange la scomparsa di Gianni Peracchio, da sempre appassionato borghigiano biancoazzurro e rettore del Rione negli anni 1989 e 1990.

Nato ad Asti il 29 dicembre 1935, Peracchio fu uno dei padri della “rinascita” del Palio. Stimato pittore e illustratore, formatosi alla scuola dell'artista casalese Gino Mazzoli, ha ricoperto ruoli attivi in seno al rione dal 1968 al 2006. Ponendo la sua arte a disposizione della realizzazione sia splendide bandiere e vessilli e sia per colorare le piazze e le vie sia per la sfilata. Ha inoltre collaborato con Giorgio Quirico nella realizzazione di xilografie raffiguranti scorci caratteristici del rione, che ancora oggi si possono trovare in bancarella nella settimana del Palio. Sono opera sua anche i loghi che caratterizzano le manifestazioni del Rione, come la bugia del Mercà dij Busiard e la mano con bicchiere del Gustadom.

Da ricordare anche che nel suo secondo anno da rettore, operando con un misto di coraggio ed anticonformismo, affidò le sorti dei colori biancoazzurri a Gay Preston, amazzone inglese, unica donna finora ad aver corso il Palio di Asti, che si aggiudicò l'acciuga con l'insalata.

La grande passione per il mondo del Palio lo hanno anche portato a realizzare, fin dal 1973, tutti gli annulli speciali figurati del Palio di Asti. Ha inoltre eseguito le illustrazioni per decine di cartoline e buste filateliche: bellissime le serie per il Palio e per molte altre manifestazioni e ricorrenze di Asti e della provincia di Asti tra cui la "Douja d'Or", il "Gustadom", l'Adunata Nazionale degli Alpini e tantissime altre manifestazioni astigiane.

Va infine ricordato che il suo nome viene annoverato anche tra i Maestri del Palio, avendo dipinto il drappo andati al vincitore dell’edizione del 1978, e che fu anche autore del Paliotto del 1986.

Per volere della famiglia, l’annuncio della sua scomparsa è stato dato a funerali avvenuti.

Redazione

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