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Cronaca | 20 gennaio 2022, 13:37

Assolto ad Asti l'uomo reo confesso dell'omicidio della madre a Piovà Massaia

I carabinieri lo avevano chiamato per alcuni atti vandalici. Poi l'agghiacciante confessione. Il legale: "Il suo dolore ha coinvolto tutta l'aula"

Assolto ad Asti l'uomo reo confesso dell'omicidio della madre a Piovà Massaia

Confessò ai carabinieri che lo avevano convocato per alcuni atti vandalici, di avere ucciso, tre anni prima a Piovà Massaia, la madre, gravemente malata, di 92 anni.

Ieri in Tribunale ad Asti, dopo avere ascoltato lui e una testimone, è stato assolto Giovanni Ghiotti, 55 anni che, con il suo legale Marco Dapino, ha scelto il rito abbreviato.

Giudice Federico Belli, pm Gabriele Fiz che aveva chiesto per lui poco più di sette anni.

Un'udienza coinvolgente, in tanti con le lacrime. Una storia di amore e morte

Un’udienza molto intensa, alla fine della quale in tanti avevano le lacrime. Una storia tragica di amore e morte, un legame a volte vischioso che intrappola nelle sue spirali.

Lui era presente in aula ed è stato ascoltato con una testimone che ha raccontato le dinamiche familiari che intercorrevano tra madre e figlio. Lei un po’ dominante con tanti problemi di salute che negli ultimi tempi erano gravemente peggiorati.

Le sue ossa si sbriciolavano e aveva dolori fortissimi. Ghiotti aveva raccontato ai carabinieri di averle somministrato un elevato quantitativo di sonniferi per poi soffocarla con il cuscino una volta addormentata.

Dopo l’ultima delle tre operazioni la povera donna era distrutta dai dolori e i medici le avevano sconsigliato altri interventi.

Ha seguito i genitori tutta la vita

Un tragedia che trova forse  risposte, anche se non giustificazioni, certo, nell’amore con cui l’uomo, figlio unico, aveva sempre seguito i genitori rinunciando alla sua vita. A volte la donna aveva dichiarato di “preferire morire”.

Lui è sempre stato riservatissimo anche in merito alle sofferenze della madre, – spiega Dapino – e molte cose le abbiamo sapute dalle testimonianze. È sempre stato sobrio nella sua esposizione, con un dolore che ha coinvolto tutta l’aula”.

Un caso difficile che, per ora, ha trovato soluzione anche alla conduzione equilibrata della giustizia che ha operato con precisione, umanità e senso civile.

Ha pianto l’imputato, nascosto dalla sua mascherina, mentre rispondeva alle domande del giudice, senza aspettative, colmo solo del suo dolore.

Presto si conosceranno le motivazioni precise della sentenza. Per ora Giovanni è libero con la sua coscienza.

Betty Martinelli

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