“Lavorare stanca”, allora leggi | 22 ottobre 2022, 11:00

Poesia incazzata e disillusa. Asti, aperitivi e precariato

Nuova uscita per la rubrica "Lavorare stanca. Allora leggi", dedicata al lavoro di Alice Diacono, “Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento”

Foto Letture

Foto Letture

A fine settembre mi ha scritto Lorenzo, dandomi del lei. 

Lorenzo Battaglia è editore di Battaglia Edizioni, casa editrice indipendente che pubblica libri di letteratura sportiva e sperimentale. “Vorrei mandarle una copia di un nostro libro […] attendo Sue”.

Dovete sapere che a noi povera gente influencer dei libri è raro che ci si rapporti con una tale cortesia, per quanto ottocentesca, così sono andata a curiosare la scheda del libro in questione con piacere.

Titolo: “Veniamo dal basso come un pugno sotto il mento”. Ambizioso e con un sentore di disillusione socialista.

Autrice: Alice Diacono. So chi è, è di Asti! (Leggendo il libro mi sono resa conto di come avrebbe voluto il meno possibile essere etichettata a questa “piccola e squallida città di provincia”, ma ancora non lo sapevo).

Com’è noto fatico a leggere poesie. 

E infatti questa è, non solo, una raccolta di poesie ma Lorenzo ci tiene anche a sottolinearmi quanto sia molto vicino a Rupi Kaur cosa che, ma non gliene faccio una colpa perché non poteva immaginarlo, mi ha creato l’espressione tipica di quando tocchi un pezzetto molle e viscido mentre lavi i piatti. 

Ma in nome della cortesia e dell’astigianità “Certo Lorenzo, ti mando subito l’indirizzo!”

L’ho divorato in una notte. 

E’ la vita di Alice (è tutto vero? Poco importa) algidamente raccontata attraverso episodi divertenti/ drammatici/ punk/ hardcore zen.

                 Sotto la dittatura del tagliere

                 e il totalitarismo dell’aperitivo

Utilizza espedienti narrativi diversi: ci sono elenchi di cose che non ha imparato a fare (dire desktop, riconoscere la destra e la sinistra, sorseggiare un drink con disinvoltura) elenchi di buoni propositi (portarsi l’ombrello dietro, passare meno tempo a scrivere elenchi invece di scrivere il romanzo) intervallati da raccontini super divertenti e super tragici che mi hanno ricordato Veronica Raimo più che Rupi Kaur.

Le illustrazioni sono talmente azzeccate, sia per stile che per contenuto, che non fatico ad immaginare Alice Diacono e Agnese Ugolini a fare ape a Bologna davanti a due spritz e a riconoscersi l’una nell’altra. I disegnini sono espliciti, storti e brutti: reali. Come la vita. E per questo, meravigliosi.

Carrellata di cose che troverete in questo libro:

-il Diavolo Rosso

-te la sei andata a cercare

-lirismo bohémien dei fuori sede a Bologna 

- “non è che ci sia molto da fare ad Asti d’inverno”

-aspettative di mamma, degli altri, dei coetanei e pure di Dio

-precariato e amici che ne muoiono

-Mark Fisher

-antropocene

-Carlo Giuliani

-dare ripetizioni

-tinder

-avere il cuore fradicio d’amore e non poter amare

Come tutte quelle situazioni piccole e calde e accoglienti

come una casa calda e illuminata

che tu guardi da fuori

dal freddo e dal buio e dalla solitudine di un bosco

 

 

Alice, spero davvero che le tue parole ti abbiano salvato. A me un po' hanno salvata.

Gli elenchi di dettagli sono meravigliosi e tremendi esercizi pratici di attenzione al quotidiano. 

Ho chiuso il tuo libro e ho iniziato ad elencare, cosa che non facevo da un po'.

E’ tutto vero quello che hai scritto? Hai passato giornate difficili, vorrei abbracciarti.

Il 3 novembre Alice modera la chiacchierata con Vera Gheno al Fuoriluogo. 

Sono una studentessa di letteratura fuorisede appena andata a vivere da sola indecisa se scrivere per lavorare e vivere di aria o lavorare in una poke house e vivere nell’unica ora serale in cui ho tempo per scrivere. 

Io abbraccio te e tu abbracci me, va bene?

Aurora Faletti

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Aurora Faletti

Coltivatrice di libri. Ho vent’anni e un progetto su Instagram che si chiama “Letture”. Nasce dal bisogno di un confronto e da un’ardente passione, sebbene appena germogliata, per i libri.
Il nome della rubrica, riprendendo la raccolta poetica di Cesare Pavese “Lavorare stanca”, è un invito (quasi sfacciato!) alla lettura. Allora facciamoci compagnia e passeggiamo tra i borghi astigiani guidati da loro: i libri. Partiamo, senza fretta e con meraviglia!

Seguitemi https://www.instagram.com/_letture_/

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